(Teleborsa) -
L'ENEA ha sviluppato una
replica virtuale della propria
infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni (HPC)[1], compreso il supercalcolatore
CRESCO disponibile presso il Centro Ricerche di Portici (Napoli), per monitorare la risorsa fisica in tempo reale, ottimizzarne l’operatività e simulare strategie di risparmio energetico.
CRESCO consente di eseguire
milioni di miliardi di operazioni al secondo (petaflops) in diverse attività di
ricerca scientifica, che comprendono: previsioni su cambiamento climatico e qualità dell’aria; ottimizzazione delle reti elettriche; studi su fusione nucleare ed efficienza energetica; simulazioni su materiali innovativi e nanotecnologie, biotecnologie e salute, big data, intelligenza artificiale e machine learning.
Grazie al
gemello digitale del data center HPC, i ricercatori ENEA potranno portare avanti la
manutenzione predittiva, per individuare eventuali anomalie, migliorare
l’efficienza energetica, attraverso soluzioni innovative di raffreddamento e gestione dei carichi di lavoro, assicurare una
maggiore resilienza dell’infrastruttura di calcolo, attraverso l'elaborazione di ipotesi di guasto e percorsi di ripristino operativo.
Il sistema sviluppato da ENEA,
in collaborazione con la start-up Trakti, combina
quattro tecnologie avanzate: il
gemello digitale del data center, che è una replica virtuale del sistema fisico e permette di monitorare, simulare e ottimizzare in tempo reale il suo funzionamento; la
blockchain, che offre un registro distribuito per archiviare dati in blocchi concatenati in modo sicuro e immutabile, garantendo trasparenza, tracciabilità e affidabilità; i
token, ossia unità digitali in cui vengono suddivise le risorse del data center (potenza di calcolo, memoria ed energia) per essere assegnate o scambiate tra utenti e progetti; gli
Smart Legal Contract (contratti digitali con valore legale registrati su blockchain) che permettono di automatizzare e regolare in maniera sicura l’impiego di server, storage e rete del data center.
"Il nostro gemello digitale simula, attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale, scenari, ottimizzazione delle risorse, miglioramento della tolleranza ai guasti e, soprattutto, riduzione dei consumi di energia; infine, li registra su blockchain, così da garantire tracciabilità, sicurezza e affidabilità delle informazioni e delle decisioni prese”, spiega la matematica
Marta Chinnici del Laboratorio ENEA di Infrastrutture per il calcolo scientifico e ad alte prestazioni presso il Centro Ricerche di Portici (Napoli).
I
data center rappresentano la
"spina dorsale" che supporta la crescente domanda di capacità di elaborazione dati e archiviazione, ma presentano
sfide significative in termini di
fabbisogni energetici e di
impatto ambientale: si stima che i data center consumino oggi circa il 3% dell’energia globale, con una previsione di crescita fino al 21% della domanda energetica mondiale entro il 2030. Sul fronte delle emissioni, contribuiscono oggi per lo 0,3% alle emissioni climalteranti globali, con una crescita attesa fino all’8% entro il 2030.