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Manovra, vertice di maggioranza a Palazzo Chigi: slitta il CdM, resta aperto il nodo banche

Atteso il negoziato con Bruxelles

Politica
Manovra, vertice di maggioranza a Palazzo Chigi: slitta il CdM, resta aperto il nodo banche
(Teleborsa) - Si è svolto a Palazzo Chigi un vertice di maggioranza convocato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla prossima legge di Bilancio. Alla riunione hanno preso parte i vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi.

Al centro dell'incontro, durato circa due ore, il confronto sulle priorità della manovra economica, sulle risorse disponibili e sulle misure a sostegno di famiglie, imprese e lavoratori. Nel corso del vertice è stato fatto il punto sulla trattativa in corso con l'Unione europea per ottenere maggiori margini di flessibilità. Proprio in considerazione del negoziato, l'approvazione del disegno di legge di Bilancio da parte del Consiglio dei ministri slitterà di qualche giorno, con l'obiettivo di definire una manovra che tenga conto dell'esito delle interlocuzioni con Bruxelles. Il via libera, quindi, difficilmente arriverà nella riunione di venerdì 23 ottobre: più probabile che il testo approdi a Palazzo Chigi il 28.

Tra le priorità su cui sta lavorando la maggioranza figurano gli interventi a favore dei giovani e degli anziani, il rafforzamento della sanità, il sostegno alle famiglie e le misure per fronteggiare il costo dell'energia.

È stato inoltre affrontato il tema del contributo richiesto al settore finanziario nell'ambito della definizione delle coperture della manovra. La cifra, 5 miliardi, è già indicata nel Documento programmatico di bilancio e non è in discussione. Da definire, invece, le modalità: la premier avrebbe sottolineato la necessità di condurre la trattativa con attenzione, anche perché lo scorso anno con gli istituti di credito era stata raggiunta un'intesa su base triennale. Il punto è stabilire quale parte del contributo debba essere obbligatoria e quale possa invece restare su base volontaria. Una volta trovata la sintesi politica, si aprirà il confronto con l'ABI, che si preannuncia complesso.

Sul fronte delle misure, l'intenzione di Meloni e Giorgetti è di contenere al massimo le modifiche richieste dai partiti al testo base, a fronte di spazi di bilancio ridotti. Le proposte degli alleati sono numerose: la Lega chiede l'estensione della flat tax fino a 100 mila euro di ricavi, l'uscita pensionistica a 64 anni e un regime agevolato per i giovani. Forza Italia insiste sulla riduzione dell'Irpef per il ceto medio e propone di ampliare l'esenzione dal bollo auto, introdurre una no tax area per i giovani e consentire il rimborso delle spese mediche già nell'anno in cui vengono sostenute. Noi Moderati punta sulla cedolare secca per i contratti di affitto di lunga durata e sull'esenzione fiscale per gli under 30 al primo impiego, mentre Fratelli d'Italia guarda a interventi mirati per famiglie e imprese.
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