Panetta: pagamenti transfrontalieri ancora lenti e costosi, serve azione nazionale
Il Governatore di Bankitalia a Londra: la frammentazione geopolitica minaccia la Roadmap del G20, costo medio rimesse al 6,4%
(Teleborsa) - I pagamenti transfrontalieri restano un cantiere incompiuto della modernizzazione finanziaria globale, lenti, costosi e ostacolati da regole frammentate, nonostante i progressi compiuti dai sistemi domestici. È il quadro tracciato da Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia e Presidente del Committee on Payments and Market Infrastructures (CPMI), nel suo intervento alla conferenza "Cross-border payments at a turning point" presso l'Ambasciata d'Italia nel Regno Unito.
Panetta ha ricordato che nel 2024 le rimesse verso i paesi a basso e medio reddito hanno raggiunto i 650 miliardi di dollari, una cifra paragonabile alla somma di investimenti diretti esteri e aiuti pubblici allo sviluppo. Trasferire 200 dollari verso un paese dell'Africa subsahariana attraverso canali formali può però costare oltre 20 dollari. Il costo medio globale delle rimesse resta vicino al 6,4%, più del doppio dell'obiettivo del 3% fissato da G20 e Nazioni Unite per fine 2030. Ridurlo consentirebbe risparmi annui tra 7 e 22 miliardi di dollari.
Sul fronte delle stablecoins, il Governatore ha citato un'analisi preliminare della Banca d'Italia secondo cui questi strumenti non offrono vantaggi di costo sistematici: le commissioni variano significativamente tra corridoi e, includendo gli oneri di on-ramp e off-ramp, possono raggiungere il 9% della somma trasferita. Ai costi si aggiungono rischi di corse ai riscatti, minacce alla sovranità monetaria, perdite operative irreversibili e timori per l'integrità finanziaria.
Panetta ha individuato le cause dell'inefficienza nella complessità multi-giurisdizionale, nella frammentazione delle infrastrutture tecniche, nella concentrazione del modello delle banche corrispondenti - diminuite del 30% tra 2011 e 2022 - e nelle commissioni di conversione valutaria.
Il Governatore ha illustrato i progressi della Roadmap del G20 varata nel 2020: circa l'80% dei sistemi di pagamento ha già migrato o prevede di migrare allo standard ISO 20022; il 45% dei fast payment system e il 39% degli RTGS forniscono accesso diretto ai prestatori non bancari; nel 2025 è raddoppiato il numero di FPS che prevedono nuovi collegamenti transfrontalieri. Tuttavia nessuno dei quattro obiettivi del G20 (velocità, costo, trasparenza, accessibilità) è stato raggiunto nel segmento delle rimesse.
Panetta ha sottolineato come le sanzioni finanziarie successive all'invasione russa dell'Ucraina abbiano mostrato che le infrastrutture di pagamento "non sono meri dispositivi tecnici" e come stiano emergendo accordi alternativi, dal cinese CIPS ai progetti BRICS, alimentando il rischio di frammentazione.
La risposta indicata da CPMI e Financial Stability Board è la MAPPA - Misure di Azione Partecipata da una Pluralità di Attori - una strategia nazionale articolata su tre coordinate: rafforzamento delle infrastrutture domestiche, miglioramento dell'assetto normativo su concorrenza, trasparenza e sicurezza, e salvaguardia dell'apertura globale dei sistemi. Il Governatore ha citato TIPS, piattaforma dell'Eurosistema, in procinto di essere connessa bilateralmente con il sistema svizzero SIC IP e con l'indiano UPI.
```