(Teleborsa) - "Il Paese arretra.
Dati desolanti. Se a maggio le vendite erano almeno formalmente aumentate, anche se di un misero 0,2% su aprile, ora si torna indietro come i gamberi" afferma
Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando i
dati Istat sulle vendite di giugno.
"Quanto al crollo delle vendite alimentari e al fatto che gli italiani in un solo mese mangiano lo 0,5% in meno di cibo, si tratta di una dieta impressionante, che attesta come gli
italiani siano costretti a tirare la cinghia. Non che gli altri dati siano entusiasmanti. In pratica
tira solo il commercio elettronico, grazie anche alla possibilità di poter confrontare più facilmente i prezzi e, quindi, risparmiare, e poi, rispetto ai prodotti, Elettrodomestici e dotazioni per l'informatica".
"I dati sul commercio al dettaglio diffusi oggi dall'Istat
attestano ancora una volta gli effetti della guerra in Medio Oriente su prezzi e consumi in Italia", afferma il
Codacons.
"Il valore delle vendite continua a marciare a ritmi molto più sostenuti rispetto ai volumi, a dimostrazione che le
famiglie devono fare i conti con i rincari dei prezzi che stanno interessando diversi comparti. Una situazione che appare lampante nel settore alimentare dove a giugno, a fronte di un aumento del valore delle vendite del +1,9% su anno, il volume rimano fermo e non registra alcuna crescita".
"Anche i dati del
primo semestre dell'anno attestano questo trend: valore delle vendite in aumento del +2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma i
volumi segnano una variazione nulla".
"Dati che, purtroppo, sono
destinati a peggiorare per effetti del rialzo dei carburanti registrato a luglio e che farà sentire i suoi effetti sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti".