(Teleborsa) -
Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della
BCE, ha delineato la tabella di marcia e l'impatto economico del progetto
euro digitale in un intervento all'assemblea annuale di
Federcasse, la federazione delle banche di credito cooperativo italiane.
Sulla
tempistica, Cipollone ha ricordato i passaggi necessari legati al suo
percorso legislativo e operativo: "La scorsa settimana il Parlamento europeo ha votato il proprio testo per l'euro digitale... Il testo è stato approvato con quasi il 70% dei voti". Un passaggio che ha aperto la
fase negoziale finale: "Questo voto del Parlamento era l'ultimo tassello necessario per avviare il trilogo, iniziato di fatto lunedì scorso". Sui tempi di emissione effettiva, Cipollone ha confermato che, qualora l'iter legislativo fosse completato entro la fine di quest'anno, l'euro digitale potrebbe essere emesso per la prima volta nel
2029".
Nel frattempo,
la BCE ha già selezionato i
partecipanti al
primo esercizio pilota: "Lo scorso martedì abbiamo pubblicato la lista dei prestatori di servizi di pagamento ammessi al primo esercizio pilota che lanceremo a settembre del 2027. Si tratta di 36 tra banche e soggetti non bancari che garantiscono la quasi completa copertura del mercato europeo".
Sul fronte dei
costi per il sistema bancario, Cipollone ha fornito una stima complessiva contenuta rispetto ai budget tecnologici esistenti: "Stimiamo un
investimento complessivo compreso tra 4 e 5,8 miliardi di euro nell'arco di quattro anni per l'intera area dell'euro, pari a circa il 3,4% del budget tecnologico annuale delle banche significative". Per le
banche di dimensioni minori, ha aggiunto una rassicurazione specifica: "Per le banche di risparmio e cooperative i costi dovrebbero essere contenuti; infatti i loro fornitori centralizzati di servizi informatici adotteranno l'approccio 'sviluppa una volta, distribuisci a molti', che evita duplicazioni di sforzi e permette la mutualizzazione dei costi".
Sull'impatto sui
depositi bancari e sulla
stabilità finanziaria, punto centrale per il settore, Cipollone ha
escluso rischi di disintermediazione: "Anche i depositi rimarranno nel sistema bancario. Come il contante, l'euro digitale non sarà remunerato e questo ne scoraggia l'uso come riserva di valore". Ha inoltre richiamato le analisi tecniche già condotte: "Le nostre analisi, preparate per il Parlamento e il Consiglio e pubblicate lo scorso ottobre, mostrano che l'euro digitale non mette a rischio né le posizioni di liquidità delle banche né la stabilità finanziaria".
Infine, sul mantenimento della
relazione con la clientela, elemento chiave per il modello di business bancario, ha precisato: "L'euro digitale lascia la relazione con il cliente nelle mani della banca, perché è la banca il soggetto più adatto a gestirla... La relazione con i clienti, le commissioni interbancarie e i dati delle transazioni resteranno comunque loro".