(Teleborsa) - La
Consob, l'organo di controllo del mercato finanziario italiano, ha
applicato sanzioni amministrative per il cosiddetto "caso plusvalenze" nei confronti di Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Marco Giovanni Re, Fabio Paratici, Cesare Gabasio, Stefano Bertola e Maurizio Arrivabene, nonché nei confronti di
Juventus Football Club a titolo di responsabilità solidale.
In dettaglio: sanzione pecuniaria di 36 mila euro per
Andrea Agnelli (Presidente del Consiglio di Amministrazione dal 19 maggio 2010 al 28 novembre 2022) con sanzione interdittiva accessoria di tre mesi; sanzione pecuniaria di 20 mila euro per
Pavel Nedved (Vicepresidente del CdA dal 23 ottobre 2015 al 28 novembre 2022) con sanzione interdittiva accessoria di due mesi; sanzione pecuniaria di 34 mila euro per
Cesare Gabasio (General Counsel and Chief Legal Officer dal 4 gennaio 2021 e precedentemente consulente) con sanzione interdittiva accessoria di tre mesi; sanzione pecuniaria di 72 mila euro per
Fabio Paratici (dal 23 novembre 2018 Chief Football Officer e poi Managing Director dell'Area Football da maggio 2020 al 30 giugno 2021) con sanzione interdittiva accessoria di sette mesi; sanzione pecuniaria di 58 mila euro per
Marco Giovanni Re (Chief Financial Officer dal 6 giugno 2011 all'11 luglio 2020) con sanzione interdittiva accessoria di cinque mesi; sanzione pecuniaria di 50 mila euro per
Stefano Bertola (CFO pro-tempore dal 12 luglio 2020 e Managing Director dell'Area Business da ottobre 2020 al 3 gennaio 2021) con sanzione interdittiva accessoria di cinque mesi; non sono applicate sanzioni amministrative per
Stefano Cerrato (CFO e Investor Relator dal 4 gennaio 2021); sanzione pecuniaria di 40 mila euro per
Maurizio Arrivabene (Amministratore in possesso di deleghe per la gestione dell'Area Football dal 30 giugno 2021 e Amministratore Delegato dal 29 ottobre 2021) con sanzione interdittiva accessoria di quattro mesi.
Juventus risponde in solido con Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene, Cesare Gabasio, Fabio Paratici, Marco Giovanni Re e Stefano Bertola per il pagamento delle predette sanzioni amministrative pecuniarie di
310 mila euro, di cui alla medesima è contestualmente ingiunto il pagamento; alla società è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria di
190 mila euro, di cui alla medesima è contestualmente ingiunto il pagamento, per la violazione compiuta nel suo interesse da Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene, Cesare Gabasio, Fabio Paratici, Marco Giovanni Re, Stefano Bertola e Stefano Cerrato.
La Consob spiega nella sua delibera che il management di Juventus ha posto in essere "una
strategia manipolativa volta a gestire la tensione finanziaria in cui si trovava la società". In particolare, la strategia operativa si è tradotta in "una serie di atti e di omissioni che hanno inficiato la veridicità di comunicati societari e i valori delle principali grandezze finanziarie espresse" nei bilanci al 30 giugno 2020, al 31 dicembre 2020 e al 30 giugno 2021. Gli atti e le omissioni in cui si è sostanziata tale strategia erano "idonei a fornire
indicazioni false e fuorvianti in merito all'offerta e al prezzo delle azioni Juventus".
Le violazioni risultano ascrivibili a tutti i destinatari delle contestazioni a titolo di dolo, ma con la seguente precisazione:
con riguardo a Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene il dolo deve considerarsi più lieve, ossia quale dolo quantomeno eventuale.
Le operazioni più critiche hanno riguardato: la conclusione di numerosi contratti di cessione e contemporaneo acquisto di diritti alle prestazioni sportive dei calciatori conclusi con la medesima controparte, generalmente senza significativa movimentazione di denaro (
operazioni incrociate), contabilizzate da Juventus come operazioni di cessione e di acquisizione, separate e distinte, con conseguente registrazione di plusvalenze nel conto economico di Juventus, non iscrivibili, qualora tali operazioni fossero state configurate, correttamente, come scambi di attività immateriali; la pianificazione e la conclusione di accordi con i calciatori per il differimento del pagamento degli stipendi delle Stagioni sportive 2019/2020 e 2020/2021, solo formalmente rinunciati dal personale tesserato con la Prima Manovra e la Seconda Manovra sui compensi, con conseguente
errata contabilizzazione per competenza dei relativi costi e della correlata passività; la sottoscrizione di memorandum e accordi che prevedevano clausole aggiuntive rispetto a quelle stabilite negli accordi di cessione dei diritti alle prestazioni sportive di alcuni giocatori conclusi e depositati presso la LNP-A, quali opzioni o obblighi di riacquisto in capo a Juventus o opzioni di rivendita in capo all'altra squadra (cosiddetti
accordi di recompra), che non avrebbero permesso l'immediata rilevazione delle relative plusvalenze nel conto economico di Juventus, possibile solo alla scadenza dell'opzione/obbligo o in caso di loro mancato esercizio.
Juventus, evidenziando che nessuna sanzione è stata comminata nei confronti del manager della società attualmente in carica,
valuterà l'impugnazione all'esito delle necessarie analisi del provvedimento, che risulta impugnabile entro 30 giorni dinanzi alla competente Corte d'Appello.