(Teleborsa) - Il dato dei
dissesti nei Comuni italiani conferma una
crescita significativa, con circa
60 nuovi casi all’anno dal 2012 e una marcata
differenziazione territoriale. E' quanto rileva la
Corte dei Conti, segnalando che la maggior concentrazione delle situazioni critiche si registra in
Sicilia, Calabria e Campania.
L’andamento delle situazioni di tensione finanziaria - si rileva - appare
più contenuto nelle altre regioni del Sud, pur coinvolgendo, o avendo coinvolto, centri medio-grandi come Brindisi, Chieti, Foggia, Lecce, Taranto e Potenza.
Nel Centro Italia il numero dei casi è
limitato, ad eccezione del Lazio.
Al Nord, infine, l’incidenza resta
marginale, pur interessando alcune realtà di rilievo come Alessandria, Imperia, Savona, Segrate, Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese.
Il documento della magistratura contabile analizza la ripartizione territoriale e le caratteristiche principali del fenomeno e si sofferma sull’efficacia della normativa prevista dal Testo Unico degli enti locali (TUEL), mettendo in luce le
criticità emerse e gli interventi necessari per rafforzare la gestione delle crisi e la stabilità finanziaria degli enti locali stessi.
A fine 2024 – si legge nell’analisi – risultano
attivate 1383 procedure (795 dissesti e 588 riequilibri), di cui 880 in Sicilia, Calabria e Campania, con
1.001 Comuni coinvolti. I
487 procedimenti tuttora in corso (227 dissesti e 260 riequilibri), pur rappresentando solo il 6,1% dei 7896 Comuni italiani, interessano comunità vicine agli
8 milioni di abitanti e una massa debitoria complessiva superiore agli
8 miliardi di euro.
Il dato è più alto nei
Comuni più grandi, dove la maggiore articolazione organizzativa rende
più difficile il percorso di risanamento. Nei
centri minori, invece, gli interventi di accompagnamento consentono solitamente
condizioni di equilibrio più rapide. Lo scenario, pur concentrato soprattutto nel Mezzogiorno, con casi limitati al Nord, assume rilievo per l’impatto sui territori più popolosi.
Per la Corte dei conti,
l’attuale assetto normativo non risulta più adeguato e richiede una r
iforma organica. I “Patti con il Governo”, introdotti nel 2021–2022 per i Comuni capoluogo e non ancora recepiti nel TUEL, stanno producendo risultati positivi nei contesti più complessi, rafforzando la
cooperazione tra livelli di governo e contribuendo a superare diverse criticità, anche in assenza di precedenti procedure di crisi, come a Venezia, Torino, Salerno e Genova.
L’impiego di
strumenti di previsione basati su algoritmi e intelligenza artificiale – conclude la magistratura contabile - potrebbe rafforzare in modo significativo la capacità di
prevenzione. In questa prospettiva si colloca il
progetto MoDì, un modello sviluppato dalla Corte per l’individuazione tempestiva dei segnali di rischio di squilibrio economico-finanziario.
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