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Domino's Pizza, la crescita degli ordini online spinge i ricavi oltre le attese

Finanza
Domino's Pizza, la crescita degli ordini online spinge i ricavi oltre le attese
(Teleborsa) - Domino's Pizza, la più grande catena di pizzerie al mondo, ha chiuso il secondo trimestre 2026 con vendite retail globali cresciute del 3,0% (al netto dell'impatto valutario) e ricavi totali saliti a 1.194,4 milioni di dollari (+4,3%, attese erano per 1,18 miliardi di dollari). Le vendite a parità di negozi sono cresciute dello 0,1% negli Stati Uniti, mentre a livello internazionale hanno registrato un calo dello 0,1% al netto dell'effetto cambio. La rete globale è cresciuta di 209 punti vendita netti, di cui 26 negli USA e 183 a livello internazionale.

"Nel secondo trimestre, Domino's ha registrato una crescita significativa del numero di ordini", ha dichiarato Russell Weiner, CEO di Domino's. "Credo che la crescita degli ordini sia il driver più importante per il successo di lungo periodo del nostro business. In un trimestre in cui il più ampio settore QSR statunitense ha continuato a subire pressioni sulla domanda dei consumatori, Domino's ha generato crescita del numero di ordini sia nella consegna a domicilio sia nell'asporto".

I conti di Domino’s Pizza sono considerati un indicatore chiave dei consumi statunitensi e globali. Per gli analisti di Wall Street, i risultati della catena funzionano come un triplo termometro: misurano la tenuta del potere d'acquisto della classe media (orientata verso opzioni di ristorazione più economiche), l'andamento dei costi di materie prime e lavoro, e la salute della logistica digitale, dato che la gran parte degli ordini viaggia su canali online.

L'utile operativo è cresciuto del 3,1% a 232,0 milioni di dollari, grazie a maggiori royalty USA e internazionali e alla crescita del margine lordo nel supply chain, parzialmente compensati da maggiori spese generali legate al Worldwide Rally aziendale, evento biennale. L'utile netto è salito del 3,6% a 135,8 milioni di dollari, mentre l'EPS diluito è cresciuto del 6,8% a 4,07 dollari, sostenuto anche da un minor numero di azioni in circolazione grazie ai riacquisti effettuati negli ultimi quattro trimestri.

Il margine lordo del supply chain è salito di 0,2 punti percentuali grazie alla produttività negli acquisti, nonostante l'aumento del 2,2% del costo del paniere alimentare rispetto al secondo trimestre 2025.

Sul fronte della liquidità, il flusso di cassa dalle attività operative nei primi due trimestri fiscali si è attestato a 352,6 milioni di dollari, con un free cash flow di 313,6 milioni, in calo per l'impatto negativo delle variazioni del capitale circolante. Il rapporto di leva finanziaria è sceso a 4,3 volte, dal 4,7 di un anno prima.

Il Consiglio di Amministrazione ha dichiarato un dividendo trimestrale di 1,99 dollari per azione, pagabile il 30 settembre 2026. Nel trimestre la società ha riacquistato azioni proprie per 156,2 milioni di dollari, con un'autorizzazione residua di 1,23 miliardi.
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