(Teleborsa) - Il
petrolio è tornato a salire in mattina, abbattendo di nuovo la soglia psicologica dei 110 dollari al barile, con un rialzo superiore all'1% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì. Il Wti scambia invece intorno ai 106,5 dollari (in rialzo dell'1,2%). A pesare sulla nuova salita del prezzo del greggio le
minacce di
Donald Trump all'Iran e l'attacco drone alla centrale nucleare degli
Emirati Arabi Uniti che ha riacceso i timori di una ripresa aperta del conflitto, con i negoziati ormai in
fase di stallo.
Nel weekend
Trump ha pubblicato su Truth Social un messaggio esplicito: "Per l'Iran il
conto alla rovescia sta girando, e farebbero meglio a muoversi, VELOCEMENTE, o non resterà nulla di loro. IL TEMPO È ESSENZIALE!". Il post è arrivato dopo una telefonata con il primo ministro israeliano
Benjamin Netanyahu e segnala che l'impasse nei negoziati tra Washington e Teheran potrebbe portare a una ripresa delle operazioni militari.
Il contesto rimane comunque teso: lo
Stretto di Hormuz è ancora in gran parte chiuso, con gli Stati Uniti che mantengono dal mese scorso un
blocco navale sui porti iraniani. L'episodio degli Emirati Arabi Uniti ha evidenziato nuovamente la
fragilità del
cessate il fuoco e il rischio di una nuova escalation.
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