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Giovedì 22 Febbraio 2018, ore 15.48
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Urca! Alitalia vola ancora

Era spacciata, spacciatissima. Ed invece va sempre meglio

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Qualcuno, prima o poi, ce lo spiegherà che cosa sta succedendo, perché non si scappa: o era vero che la gloriosa ex-compagnia di bandiera italiana era ormai solo un cadavere, buono solo per essere dato in pasto agli avvoltoi; oppure la fake news è che ora ha i conti in ordine perché non brucia cassa nonostante siamo nella bassa stagione.

Un dubbio viene, anzi più d'uno.

Perché magari il vero business da vent'anni a questa parte non era più quello di fare volare i passeggeri ma di cederla, lucrandoci sopra. Insomma, una storiaccia già vista tante volte, quando si tratta di mettere le mani sulle aziende delle partecipazioni statali. Intendiamoci: non è che i privati siano dei benefattori, vogliono fare soldi mettendoci i soldi. Cercano un affare: prendere a poco un'azienda pubblica malconcia, smontarla per prendere i pezzi più pregiati, caraccarla di debiti e di contratti onerosissimi per servizi esternalizzati, per saltare giù con il panciotto pieno. Nessuno può dire che sia sempre così, ma qualche condanna già c'è stata.

Facciamola breve: ogni cordata si monta per prendersi un pezzo di quello che rimane, ed il boccone più grosso è rappresentato dal bacino di traffico. I vettori stranieri, quali che siano, hanno questo bene in testa: Alitalia deve portare traffico e passeggeri a chi se la compra, chiunque sia. Che si tratti di Air France, oppure di Ethiad, che si pensi a Lufthansa oppure a qualche compagnia low cost che va per la maggiore, il disegno è sempre lo stesso.

Si dà il caso che quello del trasporto aereo non sia un mestiere pazzesco o un business di altissimo rischio prospettico come portare turisti su Marte. Servono strategie commerciali chiare, aerei e mezzi tecnici adeguati, attenzione spasmodica ai costi, precisione cronometrica. E poi, avendo a disposizione un bacino di traffico di 60 milioni di persone ed essendo l'Italia una meta turistica rilevante, non si capisce perché non debba stare in piedi una buona compagnia aerea.

La commedia l'avete vista tutti: bisognava trovarsi il nemico in casa, con i piloti costosi che volevano interloquire sulle strategie aziendali e le hostess con troppi privilegi economici. Una manfrina che serviva ad abbassare il prezzo d'acquisto ed a scaricare i costi sulla collettività. Banditi, direte voi? Diciamo onesti traffichini.

Ci hanno fatto sorbettare infinite tragedie su Malpensa e Fiumicino, quando poi il problema vero era il costo del leasing sugli aerei ed un hedging particolarmente generoso sull'acquisto di carburante: in questi anni, mentre i prezzi sul mercato andavano giù in picchiata, e tutte le compagnie volavano a costi inferiori, le forniture della beneamata rimanevano inchiodati con il beneficio ribaltato sul garante. Insomma, il business c'era, ma il profitto volava fuori dalla compagnia.

Strano, davvero il destino. Era un cadavere da dare in pasto agli avvoltoi. Ed invece no.

Urca!

Alitalia vola ancora.

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