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Mercoledì 19 Settembre 2018, ore 11.06
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Nave Diciotti: serve un “casus belli”

Lo scontro vero è con Bruxelles, in vista del Bilancio 2019

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Serve sempre un incidente di percorso. Occorre a tutti, per cercare di ribaltare il tavolo: mentre le opposizioni vogliono indebolire il Governo, il Governo stesso ne approfitta per indebolire l’Unione Europea.

Il fronte che si muove contro il Governo italiano sulla vicenda della Nave Diciotti è vasto, ma unito: dalle organizzazioni umanitarie alle opposizioni politiche, dai media mainstream ai governi stranieri. Sono mesi che cercano di ostacolare con ogni mezzo il successo ottenuto anche sul piano internazionale dalla politica muscolare con cui il nuovo governo italiano si è opposta in questi mesi agli sbarchi di migranti.

Il caso è esploso, finalmente: la Nave Diciotti, con a bordo oltre 150 migranti eritrei, è finalmente attraccata nel porto di Catania. Ma dopo lunghi giorni di pressioni politiche e mediatiche, ha ricevuto l’autorizzazione allo sbarco per i soli minori presenti a bordo.

Le informazioni sono state contraddittorie, e sono intervenuti anche istituzioni che ufficialmente non avrebbero nulla a che fare con la vicenda, come ad esempio il Garante dei detenuti. Il resoconto della delegazione inviata a bordo della nave per verificare la situazione dei migranti bloccati a Catania è stato allarmante: “Dormono sul ponte con 2 bagni per 150 persone e non sanno perché sono bloccati lì”.

Non basta: la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo: nessuno scontro con il governo, ma l'iniziativa era "necessaria" per poter compiere un'ispezione sulla nave Diciotti, su cui c'è "una realtà devastante". Così è stata riportata dalla stampa la posizione del procuratore che segue l’inchiesta, secondo cui "qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, della Costituzione, del Codice penale e di procedura penale". Anche la Procura di Catania si è fatta viva: in una missiva, ha evidenziato che "sono stati elusi i diritti" dei 29 minorenni non accompagnati, tra cui "il divieto di respingimento. Devono essere accolti in strutture idonee, avere un tutore, presentare domanda di protezione internazionale e di essere ricongiunti ad eventuali parenti regolarmente soggiornanti in altri Stati europei".

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