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Mercoledì 19 Settembre 2018, ore 07.37
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Tariffe: la grandissima abbuffata

Hanno ragione gli speculatori a darci dentro: siamo un Paese di gonzi

Rendite di posizione sulle concessioni autostradali, ai limiti della usura di Stato. E perché mai si dovrebbero fermare gli speculatori sui titoli di Stato italiani, visto che siamo un Paese di gonzi, disponibili a pagare bei soldoni in cambio di una gestione imprenditoriale a rischio zero, visto che si tratta di un monopolio?

Capita, quando si è in difficoltà, di dover compiere atti che mai si sarebbe immaginati di compiere prima. Come gesto di trasparenza, ASPI ha pubblicato gli allegati alle concessioni autostradali, facendo emergere la rendita garantitagli dallo Stato per la Gestione autostradale: il rendimento del capitale (WAAC –Weighted Average Cost of Capital) è stato fissato al 10,2%, che diventa un robustissimo 6,85% dopo le tasse.

Ditemi voi, chi mai rinuncerebbe ad un tale beneficio? E gli altri concessionari autostradali non sono da meno, come risulta dagli atti pubblicati nella giornata di ieri dal Ministero delle Infrastrutture. Anche il Gruppo Gavio è della partita, ma non raggiunge mai le vette toccate da ASPI: la tratta migliore, la A21 SATAP Tronco Ligure ha un WAAC del 10,7%, pari ad un 6,65% after tax.

Ma il record dei record va alla Autostrada Campogagliano - Sassuolo, il cui WAAC arriva al 13,4% che vale un eccezionale 9,12% dopo le tasse.

Ecco dove vanno a finire i soldi degli italiani, tra bollette elettriche esose perché si spesano tutto e tutti, tariffe per lo smaltimento dei rifiuti che fanno venire il capogiro e pedaggi autostradali stratosferici.

Ed hanno ragione gli speculatori sui titoli pubblici italiani: perché mai si devono accontentare di rendimenti ridicoli, quando c’è un Paese di gonzi pronti a pagare, senza fiatare.

Tariffe: la grandissima abbuffata
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