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Trichet ottimista con il freno a mano tirato

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Trichet ottimista con il freno a mano tirato
(Teleborsa) - Nella conferenza stampa di ieri Trichet ha "sbandierato" dati positivi a conferma di una situazione economica europea "instradata" sulla vie della ripresa, ma poi ha corretto il tiro condividendo in un certo senso i timori del collega d'oltreoceano Bernanke sul pericolo di una nuova recessione.
Trichet ha detto che la crescita dell'economia nella zona euro "si è rafforzata nel secondo trimestre" e i dati disponibili per il terzo "sono migliori del previsto" aggiungendo che gli stress test, ai quali sono state sottoposte 91 banche dell'Eurozona e di altri Paesi europei "sono stati completi e severi" e "hanno confermato la resistenza del sistema bancario europeo ad eventuali situazioni shock" aumentando, di fatto, la trasparenza del settore.
Nonostante il tema ottimistico della dichiarazione, il board della BCE ha lasciato invariato il costo del denaro che lo stesso Trichet ha definito "appropriato" confermando il bias della politica monetaria che resta, di fatto, accomodante.
E' dal 13 maggio 2009 che la BCE non modifica i tassi di interesse che restano fermi all'1%. Pur tuttavia, ha aggiunto Trichet, non si può ancora cantare vittoria, anche se i dati disponibili per il terzo trimestre dell'anno sono migliori delle attese ed il mercato in generale sta funzionando meglio del previsto.
Prudenza quindi con la quale il capo dell'Eurotower stempera le ottimistiche previsioni che potrebbero essere sovrastimate in quanto ammette "la crescita è moderata ma ancora a ritmo irregolare e in un clima di estrema incertezza".
L'attenzione si sposta adesso alla riunione del 2 settembre, quando si avranno delle indicazioni sull'exit strategy e verranno diffusi gli aggiornamenti su crescita ed inflazione definita dallo stesso Trichet "moderata" e che verosimilmente lo sarà anche nel 2011 a meno che non intervengano particolari ed inaspettate tensioni sui prezzi delle materie prime.
Insomma dichiarazioni che attenti osservatori hanno definito "scararamantico" quello di Trichet che se da un lato ha enfatizzato la positività dei dati migliori della attese, dall'altro ha assunto una prudenza quasi superstiziosa, forse anche per avallare la parole del collega americano Bernanke secondo cui la ripresa mondiale continuerà ad essere lenta nonostante per i prossimi trimestri si preveda una maggiore vivacità dei consumi delle famiglie.
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