(Teleborsa) -
Stretta finale per l'accordo tra Alitalia e Etihad. Il numero uno della compagnia aerea, Gabriele Del Torchio, si prepara a volare ad Abu Dhabi per illustrare, il piano messo a punto nel weekend, dopo che venerdì scorso,
Del Torchio ha incontrato a Milano, le banche e gli azionisti .
Dopo il no arrivato da
Intesa San Paolo , che chiude la seduta con un calo dell'1,30%. Intesa San Paolo alla ristrutturazione del debito alle condizioni dettate da Etihad, ora la strada si preannuncia tutta in salita anche se c'è chi non rinuncia ad ipotizzare come si potrebbe presentare Alitalia 2.0.
Dal summit tra soci e le banche sarebbe spuntata l'ipotesi di una newco che vedrebbe la maggioranza assoluta ancora in mano ai soci attuali. Queste le indiscrezioni riportate da "La Repubblica" che spiega come da questo piano nascerà una newco chiamata Alitalia 2 costituita dalla capogruppo Alitalia-CAI e dai suoi soci attuali, mentre una percentuale ancora non definita che va dal 40% e il 49%, sarebbe la fetta della torta spettante ad Etihad. Secondo questa ipotesi la compagnia di Abu Dhabi entrerebbe nel capitale della newco attraverso un aumento di capitale fino a un massimo di 560 milioni di euro. Il Messaggero ipotizza che una parte dei debiti e degli esuberi andrebbero ad una bad company.
Ipotesi smentita dal ministro dei trasporti, Maurizio Lupi che nega con decisione l'ipotesi di una "bad company" per arrivare al matrimonio con Etihad.
Per quanto riguarda gli esuberi, sono previsti ancora incontri, in settimana tra azienda e sindacati, mentre La Repubblica ipotizza che le 2.500 unità contate da da Etihad potrebbero più che dimezzarsi e arrivare in tra 1.000-1.200 esuberi che riguardando in prevalenza il personale di terra.
Intanto, il ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi assicura : che l' incontro tra l'ad di Alitalia, Del Torchio, e quello di Etihad, Hogan, ci sarà forse domani.
I due "torneranno da quest'incontro riferendo dell'esito di queste trattative anche al governo. Noi non abbiamo posto nessuna condizione se non quella di valutare il piano industriale e le ipotesi di sviluppo della nostra compagnia di bandiera, perché questo accordo sia una opportunità di rilancio non locale, non di breve, ma di lungo raggio di Alitalia e di tutto il sistema aeroportuale", ha concluso Lupi.