Martedì 4 Agosto 2020, ore 10.01
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Iraq, anche italiani tra i convertiti alla Jihad

Politica ·
(Teleborsa) - In Italia e con maggior concentrazione nelle regioni del nord, da tempo sono attivi nuclei legati ad organizzazioni terroristiche dell'Islam. Numerosi i casi di espulsione degli Imam, in Piemonte soprattutto.

Digos e Intelligence puntano adesso i fari sui sodalizi islamici che cercano di fare proseliti da arruolare per la guerra santa che sta incendiando Iraq, Libia, Siria e Nigeria. Da indagini fatte dagli apparati dell’intelligence e dall’Antiterrorismo, sembra che gli aderenti italiani a questo proselitismo, siano una quarantina, di cui almeno 8 già operativi negli scenari di guerra.

Tutti giovani, più o meno convertiti all’Islam, che vanno ad alimentare le fila di quella che viene definita "la legione straniera della Jihad". Giovani che frequentano un mondo controverso che si alimenta all’ombra delle moschee sparse su tutto il territorio nazionale, dove i predicatori del fondamentalismo danno quella spinta emotiva per reclutare persone disposte a morire per un "credo malato".

Una trama molto complessa che ha origine nelle periferie delle grandi città italiane. Roma, Milano, Torino, Genova, sono solo alcuni esempi di periferie urbane dove la conoscenza dell’Islam può orientare e dirigere su qualcosa di diverso, da una semplice professione religiosa.

A poco più di un anno di distanza dalla morte in Siria di un giovane genovese, convertito all’Islam e poi alla Jihad, Giuliano Delnevo, la procura di Genova avrebbe acquisito un suo diario ritrovato dalla madre e consegnato alla Digos, dal quale, forse, si potranno ricavare informazioni utili sulle stesse identità dei nuovi adepti italiani alla Jihad islamica.
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