Milano 17:35
43.823 +1,02%
Nasdaq 18:26
23.104 -0,12%
Dow Jones 18:26
45.459 +0,65%
Londra 17:40
10.128 +1,61%
Francoforte 17:37
22.563 +1,18%

La guerra in Iran frena gli italiani dall'investire, ma i prodotti finanziari toccano nuovi massimi

I numeri dall'edizione primaverile 2026 dell'Osservatorio Anima

Economia
La guerra in Iran frena gli italiani dall'investire, ma i prodotti finanziari toccano nuovi massimi
(Teleborsa) - Gli italiani risparmiano un po' di più, preferiscono i prodotti finanziari agli immobili e mostrano crescente attenzione alla sostenibilità. Ma la guerra in Iran ha bruscamente frenato la propensione a investire nei mercati finanziari. È quanto emerge dall'edizione primaverile 2026 dell'Osservatorio Anima, realizzato con Eumetra e Research Dogma su un campione di 1.022 adulti bancarizzati, rappresentativi di circa 35 milioni di italiani.

Il giudizio sulla situazione economica del paese mostra segnali di miglioramento nelle aspettative a un anno: il 23% dei bancarizzati e il 26% degli investitori si attende un miglioramento, in crescita rispetto a ottobre 2025. Sul fronte personale emerge però una polarizzazione: il 27% dei bancarizzati prevede un miglioramento della propria situazione, ma il 29% si aspetta un peggioramento, entrambi i valori in aumento rispetto al semestre precedente.

Sul fronte degli investimenti, i prodotti finanziari consolidano il primato come prima scelta: li indica il 56% dei bancarizzati e il 75% degli investitori, entrambi valori record nella serie storica dell'indagine. L'interesse per gli immobili, pur restando la seconda opzione, è in calo.

Tuttavia una rilevazione aggiuntiva condotta nella prima metà di marzo – dopo l'esplosione del conflitto tra Usa, Israele e Iran – ha registrato un forte deterioramento della propensione a investire, con il saldo tra chi ritiene questo un buon momento per entrare sui mercati e chi non lo ritiene sceso a -42, il valore più basso dell'intera serie storica. L'indagine nota però che movimenti analoghi si verificarono durante la fase acuta della pandemia nel 2020 e all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, in entrambi i casi rientrati nei mesi successivi.

Il tema previdenziale è percepito come importante dal 75% degli italiani, e l'80% dichiara di averci riflettuto. Ma solo il 19% ha intrapreso azioni concrete. Il divario tra consapevolezza e comportamento rimane ampio. Tra chi investe in fondi pensione prevalgono scelte conservative: le linee garantite o a basso rischio sono le più scelte, anche tra i giovani che avrebbero orizzonte temporale sufficiente per assumere più rischio.

Circa otto italiani su dieci ritengono importante adottare comportamenti sostenibili nei consumi. Sul fronte degli investimenti, tra i bancarizzati prevalgono posizioni equilibrate tra rendimento e criteri ESG, mentre tra gli investitori torna a crescere l'attenzione ai fattori di sostenibilità dopo un calo registrato nel semestre precedente, segnale di una maggiore integrazione della dimensione ESG nelle decisioni finanziarie.
Condividi
```