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Disoccupazione, allarme dell'OCSE: resterà alta ancora a lungo

Economia
Disoccupazione, allarme dell'OCSE: resterà alta ancora a lungo
(Teleborsa) - La piaga della disoccupazione non abbandonerà l'Italia prima della fine del 2015. Cosa ancora peggiore, anche le altre economie avanzate faranno molta fatica a riportare i posti di lavoro a livelli accettabili.

La funesta sentenza arriva dall'OCSE nell'Employment Outlook pubblicato oggi nel quale l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo anticipa che anche il prossimo anno i senza lavoro resteranno ben al di sopra i livelli pre-crisi nella maggior parte dei Paesi dell'Area.

Ad ogni modo non mancherà qualche segnale di miglioramento che permetterà al tasso di disoccupazione di scendere al 7,1% a fine 2014 rispetto al 7,4% registrato a metà 2014. I senza impiego saranno quasi 45 milioni, 12,1 milioni in più rispetto ai tempi precedenti la crisi.

Questa situazione non giova nemmeno ai salari, in stallo dal 2009.

Quanto all'Italia, l'Organizzazione con sede a Château de la Muette ricorda che secondo le proiezioni di maggio la crescita dell'economia resterà debole per tutto il 2014 mostrando qualche lieve segnale di ripresa solo l'anno successivo. Questo non farà altro che peggiorare la situazione occupazionale del Paese dove a luglio solo il 55,5% delle persone in età lavorativa risultava impiegato. Pertanto, la disoccupazione non dovrebbe scendere significativamente fino alla fine del 2015.

Non solo: in Italia non è elevata solo la disoccupazione, ma anche la percentuale di occupati con un lavoro di scarsa qualità. "Il lavoro in Italia sembra essere caratterizzato da un basso livello di sicurezza, a causa dell'elevato rischio di disoccupazione e di un sistema di protezione sociale caratterizzato, rispetto alla media, da un tasso di copertura relativamente ridotto e da un contributo economico poco generoso per gli aventi diritto", scrive l'Ente parigino secondo il quale anche la qualità dell'ambiente di lavoro è modesta.

L'OCSE invita pertanto l'Italia ad approvare e rendere operativo rapidamente il Jobs Act voluto dal Governo Renzi e di modificare l'articolo 18 sostituendo l'obbligo di reintegro con una indennità anche per precari.
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