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Mercoledì 19 Giugno 2019, ore 23.05
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Opere bloccate valgono 36 miliardi. Salvini: "In arrivo Dl sblocca cantieri"

Uno studio di Filca Cisl svela i numeri del problema: oltre 600 opere ferme da anni. Per Salvini e Di Maio corsa ad assicurare lavori

Economia ·
(Teleborsa) - Accantonato temporaneamente il nodo della TAV con uno stratagemma squisitamente contrattualistico, ideato dal Premier Giuseppe Conte, l'attenzione si sposta sul problema più generale delle opere pubbliche bloccate, con il vicepremier Matteo Salvini che si sbilancia e promette entro la settimana un Dl Sblocca cantieri.

"Conto che il premier Conte porti a giorni, non a mesi, il decreto sblocca cantieri e il nuovo codice degli appalti", ha affermato il leader della Lega, aggiungendo che il provvedimento prenderà la forma di un decreto. Salvini ha poi spiegato che ci sono almeno 300 cantieri fermi da anni e che "sbloccarli è un'emergenza nazionale".

Non da meno il collega vicepremier Luigi Di Maio che si è detto favorevole rispetto alle grandi opere - "Le infrastruttture in Italia le dobbiamo fare, grandi, medie e piccole" - anche se non affronta direttamente il tema TAV.

Frattanto, emerge che in Italia ci sono 36 miliardi di opere pubbliche potenziali, che potrebbero avere importanti ritorni su crescita e occupazione, ma la gran parte è bloccata. L'allarme arriva dai sindacati che si aggiungono al coro di chi chiede lo sblocco dei cantieri, in primis e a più ripresa il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

Secondo un'analisi condotta dalla Filca Cisl, ci sarebbero oltre 600 opere bloccate, fra piccoli e grandi cantieri, con un valore di circa 36 miliardi, che arriverebbero a 125 miliardi calcolando le ricadute sull'intero sistema economico nazionale e produrrebbero 350 mila posti di lavoro. “La TAV è fondamentale per avvicinare il Paese all’Europa: è riduttivo chiamarla Torino-Lione, sarebbe più corretto definirla Milano-Parigi", ha affermato il Segretario generale Franco Turri, aggiungendo che in questi anni di crisi sono state chiuse 120 mila aziende e sono stati persi 620 mila posti di lavoro, con un'incidenza del settore costruzioni sul PIL scivolato dall'11,5% del 2008 all'8% attuale.

(Foto: Michal Pech on Unsplash)
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