Il Modello Redditi Persone Fisiche è la dichiarazione fiscale più completa a disposizione dei contribuenti persone fisiche. Per molti resta ancora "l’Unico", nome con cui è stato conosciuto per anni prima del cambio di denominazione in Modello Redditi. La sostanza, però, è rimasta la stessa: è il modello da usare quando la situazione fiscale non può essere gestita con il 730, oppure quando il contribuente deve dichiarare redditi, imposte, crediti o patrimoni che richiedono quadri più articolati. Il Modello Redditi PF 2026 riguarda i redditi percepiti nel 2025 e va presentato in via telematica tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026: normalmente la scadenza ricorre il 31 ottobre, ma quest’anno cade di sabato.
La differenza con il 730 si capisce partendo dal modo in cui i due modelli si rapportano con il Fisco.
Il 730 è pensato soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati perché si basa su redditi già certificati dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e consente di gestire il conguaglio direttamente in busta paga o nella pensione.
Il Modello Redditi PF funziona in modo diverso: il contribuente presenta la dichiarazione, calcola il risultato fiscale e, se emergono imposte da pagare, provvede al versamento tramite modello F24, senza il conguaglio automatico in busta paga o nella pensione. È quindi meno immediato, ma permette di rappresentare situazioni che il 730 non copre o copre solo in parte.
Differenze tra Modello Redditi PF e 730: tabella di sintesi
| CARATTERISTICA | MODELLO 730 | MODELLO REDDITI PERSONE FISICHE |
| A chi è rivolto | Soprattutto lavoratori dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi assimilati | Contribuenti con situazioni fiscali più articolate, come titolari di partita IVA, lavoratori autonomi, imprenditori individuali, soggetti con redditi esteri, plusvalenze o obblighi dichiarativi specifici |
| Come funziona il conguaglio | Il rimborso o il debito passa di norma dal sostituto d’imposta, quindi datore di lavoro o ente pensionistico | Il contribuente gestisce versamenti e compensazioni con modello F24. I crediti possono essere chiesti a rimborso o usati in compensazione |
| Quando è più adatto | Quando i redditi sono già certificati tramite CU e si devono indicare soprattutto spese detraibili o deducibili | Quando ci sono redditi d’impresa, lavoro autonomo, partita IVA, investimenti esteri, partecipazioni, plusvalenze o quadri che non si possono gestire con il 730 |
| Scadenza invio 2026 | 30 settembre 2026 | 2 novembre 2026 per l’invio telematico, perché il 31 ottobre cade di sabato |
| Precompilata | Disponibile dal 30 aprile 2026. Modificabile e inviabile dal 14 maggio | Invio del modello Redditi precompilato dal 27 maggio al 2 novembre 2026 |
| Rimborso | In genere più rapido: da luglio per i dipendenti, da agosto o settembre per i pensionati | Di norma più lento, perché non passa automaticamente dalla busta paga o dalla pensione |
| Debito d’imposta | Trattenuto in busta paga o nella pensione, se c’è sostituto d’imposta | Pagato direttamente dal contribuente tramite F24 |
| Esempi tipici | Dipendente con una CU, pensionato, contribuente con spese mediche, mutuo, figli a carico o bonus casa ordinari | Forfettario, professionista, imprenditore individuale, contribuente con redditi esteri, quadro RW, plusvalenze finanziarie o dichiarazione per conto di un defunto |
| Vantaggio principale | Permette di ottenere rimborsi e trattenute in modo automatico tramite sostituto d’imposta | Permette di dichiarare situazioni fiscali più ampie e complesse |
Chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026
Il Modello Redditi PF 2026 deve essere utilizzato da chi nel 2025 ha conseguito i seguenti redditi:
- D’impresa, anche in forma di partecipazione;
- Di lavoro autonomo;
- Diversi;
- Di capitale;
- Provenienti da trust, in qualità di beneficiario;
- Plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni;
- Fondiari derivanti da terreni e fabbricati posseduti in Italia;
- Di lavoro dipendente, assimilati o di pensione, quando la situazione non viene gestita tramite modello 730;
- Prodotti in Italia da contribuenti non residenti;
- Dichiarati dagli eredi per conto di un contribuente deceduto.
Tra i soggetti interessati sono inclusi anche chi ha redditi di lavoro dipendente o pensione, pur ricordando che questi contribuenti possono usare il 730 quando la loro posizione rientra nei casi ammessi, ovvero quando ci sono situazioni che non possono essere trattate con il 730.
Devono inoltre presentare il Modello Redditi PF i non residenti che hanno prodotto redditi in Italia e gli eredi che presentano la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
Il caso più frequente è quello dei titolari di partita IVA. Professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori individuali, artigiani, commercianti e contribuenti in regime forfettario non possono usare il 730 per dichiarare il reddito della propria attività. Per loro il Modello Redditi PF è il canale ordinario. In questa dichiarazione si ricostruisce il reddito imponibile dell’attività.
Il quadro da compilare cambia in base al regime e alla natura dell’attività, come riportiamo nella seguente tabella di sintesi:
| QUADRO | DESCRIZIONE |
| Frontespizio | Dati del contribuente, firma, tipo di dichiarazione, domicilio fiscale, scelta del canale di presentazione |
| Familiari a carico | Coniuge, figli e altri familiari rilevanti ai fini delle detrazioni |
| Fascicolo 1 | |
| RA | Redditi dei terreni |
| RB | Redditi dei fabbricati |
| RC | Redditi di lavoro dipendente e assimilati |
| CR | Crediti d’imposta |
| RP | Oneri e spese detraibili o deducibili |
| LC | Cedolare secca sulle locazioni |
| RN | Calcolo dell’IRPEF |
| RV | Addizionali regionale e comunale all’IRPEF |
| DI | Dichiarazione integrativa |
| RX | Risultato della dichiarazione, crediti, debiti, compensazioni e rimborsi |
| Fascicolo 2 | |
| RH | Redditi di partecipazione in società di persone o soggetti assimilati |
| RL | Altri redditi, come redditi diversi o alcune attività occasionali |
| RM | Redditi soggetti a tassazione separata o imposta sostitutiva |
| RT | Plusvalenze di natura finanziaria |
| RW | Investimenti e attività finanziarie detenute all’estero, monitoraggio fiscale, IVIE e IVAFE |
| RR | Contributi previdenziali dovuti da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione separata e altri soggetti tenuti |
| AC | Comunicazioni degli amministratori di condominio |
| Fascicolo 3 | |
| RE | Redditi di lavoro autonomo in regime ordinario |
| RF | Redditi d’impresa in contabilità ordinaria |
| RG | Redditi d’impresa in contabilità semplificata |
| LM | Regime forfettario, regime di vantaggio e imprenditoria giovanile/lavoratori in mobilità |
| RD | Redditi da allevamento, produzione di vegetali e altre attività agricole |
| RS | Prospetti comuni, tra cui dati collegati a più quadri e informazioni integrative |
| RQ | Imposte sostitutive e addizionali all’IRPEF |
| RU | Crediti d’imposta concessi alle imprese |
| FC | Redditi dei soggetti controllati non residenti |
| CE | Credito d’imposta per redditi prodotti all’estero |
| NR | Nuovi residenti |
| CP | Concordato preventivo |
| TR | Trasferimento della residenza all’estero |
Redditi PF senza partita IVA: chi deve usarlo
Ci sono poi contribuenti senza partita IVA che possono comunque dover usare Redditi PF. Succede, per esempio, quando sono presenti redditi esteri, attività finanziarie fuori dall’Italia, obblighi di monitoraggio fiscale, plusvalenze da partecipazioni, redditi di capitale non tassati alla fonte in modo definitivo o situazioni che richiedono quadri non disponibili nel 730. In questi casi il modello Redditi Persone Fisiche serve perché permette di compilare sezioni specifiche come RW, RT o RM, assenti o solo parzialmente sostituite nel 730.
Alcune funzioni di questi quadri, oggi, sono infatti presenti anche nel 730, attraverso i quadri W, T e M, ma solo per le situazioni che il modello semplificato può gestire. Quando ci sono redditi d’impresa, lavoro autonomo abituale, contributi previdenziali da trattare, partecipazioni o adempimenti più complessi, resta necessario il Modello Redditi PF.
Modello Redditi PF 2026: scadenze
Il calendario del Modello Redditi PF 2026 va esaminato sotto due profili:
- Presentazione della dichiarazione;
- Pagamenti.
La dichiarazione può essere inviata dal 15 aprile al 2 novembre 2026, direttamente dal contribuente attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite un intermediario abilitato. La presentazione cartacea presso gli uffici postali è ammessa solo in casi limitati e va effettuata tra il 15 aprile e il 30 giugno 2026.
La versione precompilata del modello è disponibile dal 20 maggio 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, mentre la trasmissione può essere effettuata dal 27 maggio al 2 novembre 2026. La scadenza cade il 2 novembre perché il termine ordinario del 31 ottobre è un sabato e il 1° novembre è festivo.
Per quanto riguarda i pagamenti, con il Modello Redditi PF il contribuente non si appoggia al sostituto d’imposta per il conguaglio, ma versa quanto dovuto con F24. In linea generale, saldo 2025 e primo acconto 2026 seguono la scadenza del 30 giugno, con possibilità di versamento entro i trenta giorni successivi applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. Il secondo acconto segue invece la scadenza del 30 novembre.
Come funziona la precompilata Redditi PF
La dichiarazione precompilata per il Modello Redditi PF richiede un controllo più attento nelle situazioni in cui questo modello viene usato più spesso. Per un professionista o un lavoratore autonomo, per esempio, oltre a verificare i dati già caricati dall’Agenzia delle Entrate, bisogna anche ricostruire correttamente il reddito dell’attività, controllando compensi incassati, spese deducibili, contributi versati, ritenute subite e regime fiscale applicato. Un errore in uno di questi passaggi può modificare l’imposta dovuta o gli acconti da versare.
Lo stesso vale per chi possiede attività o investimenti all’estero. In questi casi il quadro RW serve a dichiarare il monitoraggio fiscale e, quando dovute, imposte come IVIE o IVAFE. Il dato precompilato può offrire una base, ma il contribuente deve verificare che siano indicati correttamente il valore dell’attività, il periodo di possesso e i criteri di calcolo dell’imposta.
Per le plusvalenze finanziarie il controllo è ancora più accurato, perché bisogna ricostruire il risultato dell’operazione: quanto è stato pagato l’investimento, a quanto è stato venduto, quali costi possono essere considerati, se esistono minusvalenze compensabili e quale imposta sostitutiva va applicata. La precompilata, quindi, può semplificare alcuni passaggi, ma nei casi con attività autonome, investimenti, redditi esteri o operazioni finanziarie resta indispensabile una verifica molto attenta dei dati prima dell’invio.
Modello Redditi Persone Fisiche: le principali novità del 2026
Il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 applica le regole fiscali relative ai redditi prodotti nel 2025. Quindi, quando si compila la dichiarazione, bisogna guardare alle norme valide per quel periodo d’imposta e non alle modifiche che produrranno effetti sui redditi successivi. Andiamo ora a vedere quali sono le principali novità di quest’anno.
Scaglioni IRPEF
La prima area da considerare è l’IRPEF. Per i redditi 2025 resta la struttura a tre scaglioni:
- Il 23% si applica fino a 28.000 euro;
- Il 35% alla parte di reddito oltre 28.000 e fino a 50.000 euro;
- Il 43% riguarda la parte che supera 50.000 euro.
Nel modello entra anche l’innalzamento della detrazione per lavoro dipendente: per chi ha un reddito complessivo fino a 15.000 euro, la detrazione passa a 1.955 euro.
Taglio del cuneo fiscale
Un altro blocco di novità riguarda il taglio del cuneo fiscale, che per i lavoratori dipendenti viene riconosciuto in due modi diversi, a seconda del reddito.
Per chi ha un reddito complessivo fino a 20.000 euro il beneficio non funziona come una normale detrazione, ma come una somma aggiuntiva esentasse. In pratica, il datore di lavoro può riconoscere in busta paga un importo calcolato in percentuale sul reddito da lavoro dipendente:
- 7,1% fino a 8.500 euro;
- 5,3% oltre 8.500 e fino a 15.000 euro;
- 4,8% oltre 15.000 e fino a 20.000 euro.
Questa somma non aumenta il reddito imponibile e quindi non viene tassata come stipendio ordinario.
Per chi ha un reddito complessivo superiore a 20.000 euro e fino a 40.000 euro, invece, il beneficio diventa una ulteriore detrazione IRPEF. Vuol dire che non viene aggiunta una somma esentasse allo stipendio, ma viene ridotta l’imposta lorda. L’importo è pari a 1.000 euro per i redditi oltre 20.000 e fino a 32.000 euro e poi diminuisce progressivamente tra 32.000 e 40.000 euro, fino ad azzerarsi oltre quella soglia.
Familiari a carico
La revisione dei familiari a carico è una delle modifiche più evidenti del Modello Redditi PF 2026. Per i figli, la detrazione IRPEF ordinaria spetta solo se hanno almeno 21 anni e meno di 30 anni e se restano fiscalmente a carico. Questo significa che il loro reddito annuo non deve superare 4.000 euro fino a 24 anni, oppure 2.840,51 euro dopo i 24 anni, sempre al lordo degli oneri deducibili. La detrazione teorica per ciascun figlio è pari a 950 euro, ma l’importo effettivo diminuisce al crescere del reddito del genitore: per un solo figlio si azzera quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro, mentre questa soglia aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Per i figli con disabilità riconosciuta, invece, il limite dei 30 anni non si applica.
I figli con meno di 21 anni seguono il sistema dell’Assegno Unico e non danno più diritto alla detrazione IRPEF ordinaria per figli a carico. Devono però essere indicati correttamente nella dichiarazione quando il contribuente ha sostenuto spese nel loro interesse, perché possono continuare a rilevare per detrazioni come quelle sanitarie, scolastiche o sportive, se rispettano i requisiti previsti per ciascuna spesa. In pratica, non si recupera la vecchia detrazione per figlio a carico, ma alcune spese sostenute per quel figlio possono ancora determinare il risultato della dichiarazione.
Per gli altri familiari il perimetro si restringe. La detrazione per carichi di famiglia, oltre che per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, spetta agli ascendenti conviventi, quindi genitori e nonni, se il loro reddito annuo non supera 2.840,51 euro. Per questi familiari la detrazione teorica è pari a 750 euro, da rapportare al reddito del contribuente e da ripartire tra gli aventi diritto. Fratelli, sorelle, suoceri, generi e nuore non danno più diritto alla detrazione per carichi di famiglia, anche se alcune spese sanitarie o assistenziali sostenute nel loro interesse possono ancora essere considerate quando la normativa lo prevede espressamente, per esempio, le spese sanitarie sostenute per un familiare non a carico con una patologia esente dal ticket, oppure le spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute per una persona con disabilità. In questi casi il beneficio fiscale non dipende dalla vecchia detrazione per familiare a carico, ma da regole autonome previste per spese sanitarie e assistenziali documentate.
Detrazioni per chi ha redditi più alti
Cambia anche il modo in cui vengono trattate le detrazioni per chi ha redditi più alti. Dal periodo d’imposta 2025, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro entra un limite complessivo alle spese detraibili. Il meccanismo non elimina automaticamente tutte le detrazioni, ma impone un tetto massimo agli oneri che possono produrre beneficio fiscale, con importi diversi in base al reddito e alla composizione familiare.
Il tetto parte da 14.000 euro per redditi oltre 75.000 e fino a 100.000 euro, e da 8.000 euro per redditi superiori a 100.000 euro. Questo importo viene poi moltiplicato per un coefficiente familiare:
- 0,50 senza figli a carico;
- 0,70 con un figlio;
- 0,85 con due figli;
- 1 con più di due figli o almeno un figlio con disabilità.
Il risultato indica l’ammontare massimo di spese su cui si possono applicare le detrazioni, ferme restando le regole specifiche di ogni singola agevolazione.
Bonus edilizi
Sul fronte della casa, il Modello Redditi PF 2026 recepisce la nuova impostazione dei bonus edilizi per le spese sostenute nel 2025. Per gli interventi di recupero edilizio, riqualificazione energetica e antisismici, la detrazione ordinaria è in genere al 36%.
La percentuale sale al 50% quando gli interventi riguardano l’abitazione principale e sono sostenuti dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento.
Per il Superbonus, invece, la detrazione sulle spese 2025 è al 65%, ma solo per gli interventi ancora ammessi e nel rispetto delle condizioni temporali previste dalla normativa, e salvo le eccezioni previste. Restano infatti regole speciali per gli immobili danneggiati da eventi sismici nei comuni interessati da stato di emergenza, dove il beneficio può arrivare al 110% fino al 31 dicembre 2025 se il danno è collegato al sisma e documentato secondo le modalità richieste.
In tutti questi casi il modello deve collegare correttamente la spesa all’immobile, alla documentazione disponibile e alla quota annuale di detrazione.
Cripto-attività
Un capitolo separato riguarda le cripto-attività. Per le plusvalenze e gli altri proventi realizzati nel 2025, da dichiarare nel Modello Redditi PF 2026, l’imposta sostitutiva resta al 26%.
La novità è l’eliminazione della soglia di esenzione di 2.000 euro: anche i guadagni inferiori a quella soglia devono quindi essere considerati nella dichiarazione.
Il contribuente deve ricostruire le operazioni effettuate, il costo di acquisto, il valore di realizzo, eventuali minusvalenze e l’imposta dovuta.
Per le cripto-attività possedute al 1° gennaio 2025 è prevista anche la possibilità di rideterminare il costo o valore di acquisto pagando un’imposta sostitutiva del 18%.
L’aumento dell’aliquota al 33% riguarda invece le plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 e sarà rilevante per la dichiarazione successiva, cioè la 2027 relativa ai redditi 2026.
Errori, ritardi e dichiarazioni integrative
Il Modello Redditi PF 2026 richiede particolare attenzione anche dopo l’invio, perché un errore può pesare sia sulla dichiarazione sia sui versamenti. Se il contribuente si accorge di uno sbaglio prima della scadenza ordinaria del 2 novembre 2026, può presentare una dichiarazione correttiva nei termini: in pratica invia un nuovo Modello Redditi PF completo, con i dati corretti, che sostituisce quello precedente.
Se l’errore emerge dopo la scadenza, si passa invece alla dichiarazione integrativa. Questa può servire sia quando il contribuente ha dimenticato un reddito o ha indicato un dato che aumenta le imposte dovute, sia quando ha omesso una spesa, un credito o un elemento che gli avrebbe dato un risultato più favorevole. Per correggere l’errore va ripresentato il modello con tutti i dati corretti. Quando dalla correzione emerge un maggior debito, bisogna versare anche la maggiore imposta, gli interessi e le sanzioni, che possono essere ridotte con il ravvedimento operoso se il contribuente regolarizza spontaneamente la propria posizione.
Anche il ritardo nella presentazione ha effetti diversi in base ai tempi. Se il Modello Redditi PF viene inviato entro 90 giorni dalla scadenza, la dichiarazione è considerata tardiva ma valida: il contribuente può regolarizzare il ritardo con il ravvedimento e con una sanzione ridotta.
Se invece si superano i 90 giorni, la dichiarazione viene considerata omessa, con conseguenze più pesanti sul piano sanzionatorio, anche se il modello presentato oltre quel termine può comunque essere usato dall’Agenzia per riscuotere le imposte indicate.
Per quanto riguarda i versamenti, il Modello Redditi PF non prevede il conguaglio automatico in busta paga o nella pensione: saldo, acconti, imposte sostitutive e altri importi dovuti si pagano con F24. Per questo può accadere che la dichiarazione sia stata trasmessa nei termini, ma che un versamento sia stato effettuato in ritardo o con importo insufficiente. In quel caso il problema riguarda il pagamento: il contribuente deve regolarizzare l’imposta non versata, aggiungendo interessi e sanzioni ridotte se usa il ravvedimento operoso.
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