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Lunedì 16 Settembre 2019, ore 10.07
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Aie: primi sei mesi mercato libro +3,8%, solo 5% lettori sceglie e-book

In Italia si legge poco: per 60% un libro l'anno. Levi: nessun futuro se non mettiamo la conoscenza al centro

Cultura, Economia ·
(Teleborsa) - Torna a crescere il mercato del libro nel primo semestre del 2019 (fatturato +3,8% a 530 milioni di euro), ma in Italia si continua a leggere poco e male: il 60% dei 15-74enni legge un libro all'anno. Inoltre, il digitale non ha allargato la lettura, solo il 5% dei lettori italiani sceglie l'e-book.

"Non abbiamo futuro se non mettiamo l'istruzione, la conoscenza, il sapere al centro dell'agenda politica nazionale. Dunque: scuola, scuola, scuola. Dalle scuole materne all'università, dagli istituti di ricerca all'educazione ricorrente degli adulti", ha detto il presidente dell'Associazione italiana editori (Aie) Riccardo Franco Levi aprendo a Roma i festeggiamenti per i 150 anni, alla presenza del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Un'urgenza confermata dai dati italiani nel libro bianco Sfida al futuro e dalla ricerca commissionata a un pool di ricercatori dell'Università di Bologna e del Piemonte orientale "che conferma una volta di più il valore, anche economico, della lettura". In particolare, dalla ricerca arriva la conferma che le regioni con più alti tassi di lettura fanno registrare tassi di crescita della produttività più alti, anche a parità di altri fattori, sia riferiti a variabili strettamente economiche, sia connessi al capitale umano quali appunto i livelli di istruzione formale.

"Investire in promozione della lettura - sottolinea l'Aie - specie nelle zone con tassi di lettura più bassi, è evidentemente un necessario investimento per la crescita del Paese".

Lo studio evidenzia un secondo risultato, forse altrettanto significativo: la crisi produce un effetto negativo sugli indici di lettura, più accentuato e duraturo nelle regioni del Sud, già in partenza svantaggiate. È un esito meno scontato di quanto possa apparire.

Questi i principali risultati della ricerca.

In Italia oggi: si legge poco (il 60% dei 15-74enni legge un libro all`anno): tra i cinque maggiori mercati editoriali europei, l'`Italia si presenta come il Paese con il più basso indice tra la popolazione adulta; la "qualità della lettura" in termini di numero libri letti (il 45% ne legge uno ogni 4 mesi) e di tempo dedicato - (solo il 9% nel 2019 vi ha dedicato più di un'ora continuativamente nel giorno precedente - è scadente. Un aspetto ancor più preoccupante è quello che emerge nelle fasce più giovani della popolazione: si collocano, è vero, con l'87%, ai vertici della classifica per numero di libri letti; ma solo il 5% di chi le compone dedicava alla lettura almeno un'ora continuativa al giorno nel 2017, percentuale scesa all'1% nel 2019. Solo il 24,8% ha elevate competenze nella comprensione dei testi.

L'`Italia si colloca all'ultimo posto tra i maggiori Paesi europei. Questo si riflette inevitabilmente nei bassi indici di lettura e permette di comprendere anche le difficoltà che una parte della popolazione ha nell'interpretare i processi di trasformazione sociale, nell'accedere al mercato del lavoro, nel capire le dinamiche in atto, i quadri geopolitici, nel tenere collegate tra loro informazioni che provengono da fonti e canali diversi. Il tutto in una cornice di decrescenti investimenti nella scuola e nella formazione professionale, nell'assenza di infrastrutture per la lettura (biblioteche pubbliche e scolastiche, librerie di prossimità, ecc.) e con un basso indice di popolazione laureata: 27,8% rispetto alla media Ue28 del 40,7%.

Il 26,7% (dato 2018) di chi ha una laurea non ha letto alcun libro nel corso dell'anno precedente. Parliamo di più di un laureato su quattro. Sempre nel 2018, il 40,8% di imprenditori, dirigenti di azienda, in genere di chi occupa ruoli apicali nella grande, media e piccola industria italiana, dichiara di non aver letto alcun libro: nessun romanzo, nessun libro di saggistica di qualunque genere e argomento (geopolitica, trasformazioni sociali, marketing, effetti della globalizzazione dei mercati, comunicazione, sviluppo tecnologico, industria 4.0, intelligenza artificiale). Non meglio fanno i quadri intermedi, dove abbiamo un 38,2% di non lettori. Ma anche gli studenti, dove il livello sale al 70,4%, o chi è in cerca di occupazione (69,4%). Il digitale non ha allargato la base di lettura: i mercati europei degli e-book (Regno Unito escluso) valgono tra il 4% e il 6% di quello trade (in Italia siamo vicini al 5%). E ancora oggi solo il 5% dei lettori italiani legge libri "solo in digitale". Nel frattempo si sono aggiunti gli audiolibri che vengono letti dallo smartphone. La lettura di libri di carta nel 2019 è praticata dal 60% dei 15-75enni (nel 2017 dal 62%); quella degli e-book dal 24% (nel 2017 dal 27%); e l'ascolto di audiolibri dal 6%.
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