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Giovedì 17 Ottobre 2019, ore 15.56
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Patuelli (Abi): "Il problema non è di tassi ma di fiducia"

"Impossibile pensare a tassi sui finanziamenti più bassi, ora bisogna favorire gli investimenti. Bene le parole di Gualtieri"

Economia ·
(Teleborsa) - Pensare di abbassare ancora più i tassi sui finanziamenti è "impossibile" anche perché, raggiunto il limite odierno, per abbassarli di più "bisognerebbe fare dei tunnel sotterranei", mentre ora bisogna puntare a ricostruire un clima di fiducia per favorire gli investimenti.

Sono le dichiarazioni rilasciate dal presidente di Abi, Antonio Patuelli, nel corso delle Giornate del lavoro organizzate dalla Cgil a Bologna, in merito alle misure annunciate dal presidente della Bce Mario Draghi.

"Il problema non è più di tassi ma è di fiducia - ribadisce - Sui tassi la Bce ha fatto per la ripresa il massimo del possibile e dell'immaginabile. Ora bisogna creare un nuovo clima di fiducia per favorire gli investimenti".

Il problema - secondo Patuelli - "non è di tassi e non è nemmeno dell'offerta perché oggi noi abbiamo più mutui che vengono sottoscritti e questa è una tendenza in crescita, ma c'è sostanzialmente una stagnazione nella sottoscrizione di nuovi prestiti da parte delle imprese. Il che significa in parte che (il cavallo) non beve ed in parte che le imprese hanno messo da parte anche dei quattrini per reinvestire del proprio in termini di liquidità'".

"Ritengo molto positivo ciò che ha dichiarato il nuovo ministro Gualtieri, quando ha detto che bisogna trovare il modo per invertire la tendenza e dare una nuova prospettiva di riduzione del debito pubblico", ha aggiunto Patuelli nel commentare i dati di Bankitalia sul debito pubblico.

"Questo aspetto mi preoccupa da decenni, perché continua a crescere da fine anni '60", ha ricordato il presidente di Abi che spera in un'inversione di rotta per aprire "un circuito virtuoso di ulteriore riduzio: io ho questa speranza".

Proprio per innescare una spirale positiva di fiducia, Patuelli auspica che nella legge di bilancio ci sia una "riduzione del cuneo fiscale" come chiesto da tutte le categorie sociali, indispensabile come "spinta di fiducia nella competizione internazionale".

"Come poi si faccia lo vedremo - ha concluso - ma è il principio, il fatto, che ci può portare a una svolta che non sia solo di contabilizzazione dei risparmi per il mondo dei lavoratori e dell'impresa ma soprattutto una spinta di fiducia nella competizione internazionale".
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