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Giovedì 23 Gennaio 2020, ore 18.57
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Banca Ifis: vede utile netto 2022 a 147 milioni, payout 40-45%

Attesa anche una significativa crescita dei business “core” e una riduzione della componente straordinaria

Finanza ·
(Teleborsa) - Spunti in acquisto sul titolo Banca Ifis che balza di oltre 2 punti percentuali sostenuto dal piano industriale al 2022 che vede un utile netto, a fine piano, pari a 147 milioni di euro, per migliorare ulteriormente la solidità patrimoniale, con significativa crescita dei business “core” e riduzione della componente straordinaria.

Il CET1 è atteso al 12%, al di sopra dell'attuale soglia Srep dell'8,12%. Gli investimenti sono previsti per circa 60 milioni finalizzati a supportare la crescita organica e la stabilità del business e un payout ratio del 40-45% che, ai prezzi attuali di Borsa, corrisponde a un rendimento di oltre il 7%.

Tra gli obiettivi al 2022 di Banca Ifis, previste, nell'arco del piano, 190 nuove assunzioni e profittabilità di tutte le business unit, con un vantaggio competitivo maggiore negli NPL e nel Factoring, ed una crescita totale dei ricavi a 602 milioni guidata da: acquisti per 8,5 miliardi (valore nominale) di crediti non performing nel triennio per il settore Npl; incremento dei volumi per 1 miliardo di crediti verso la clientela nel triennio nel segmento Commercial e Corporate Banking.

"Il piano industriale conferma il ruolo di Banca Ifis come banca dell'economia reale vicina alle PMI che genera utili sostenibili e crea valore per tutti gli stakeholder e i suoi azionisti - ha commentato l'AD Luciano Colombini -. Questo è un piano che nell'arco di un triennio vede un utile target in crescita significativa se consideriamo la netta riduzione, nei prossimi anni, del contributo della componente straordinaria. Nel triennio la banca si propone di rafforzare ulteriormente la leadership nei settori in cui già opera con forte vantaggio competitivo. Continueremo a operare come investitore primario nel settore degli NPL, forti di uno dei migliori servicer esistenti oggi in Italia. Tra il 2020 e il 2022 stimiamo di acquistare 8,5 miliardi di nuovi crediti non performing".
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