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Giovedì 9 Aprile 2020, ore 05.30
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PIL, Gualtieri: "Paese fermo ma 2020 sarà migliore"

Intervistato a L'aria che tira il ministro dell'Economia si mostra ottimista. Bonus Irpef in arrivo. Non cambia la linea su Quota 100: "In scadenza come lo yogurt"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Il calo del Pil dello 0,3% nell'ultimo trimestre 2019 risente di "fattori straordinari e congiunturali. Stime provvisorie che – per il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri – testimoniano che abbiamo ereditato un Paese fermo". Quanto al 2020, il Ministro intervistato a L'aria che tira, si è mostrato tuttavia più ottimista affermando che "sarà migliore dell'anno precedente".

Sul tema delle tasse Gualtieri ha ribadito il principio del "pagare meno ma pagare tutti". Uno slogan che – ha sottolineato il Ministro – sta diventando realtà grazie a provvedimento come "la riduzione del cuneo fiscale per tre miliardi finanziata esattamente dalla lotta all'evasione". Parlando di patrimoniale Gualtieri ha assicurato che "non è nel programma di governo". La riforma fiscale che intende fare – ha sottolineato il Ministro – "riduce le tasse a qualcuno e non le aumenta a nessuno".

Non cambia la linea su "Quota 100" che, per Gualtieri, "non può essere prolungata". La misura introdotta dal governo giallo-verde su spinta di Matteo Salvini è stata, infatti, definita dal Ministro "un provvedimento progettato con una scadenza, come lo yogurt". Al suo posto bisognerà – ha aggiunto Gualtieri – "progettare un sistema che sia equo ed equilibrato".

Per quanto riguarda il decreto per il bonus Irpef Gualtieri ha affermato che "è pronto e già approvato dal Consiglio dei ministri" e "dovrebbe andare in Gazzetta Ufficiale già domani consentendo dal primo luglio per 4,2 milioni di italiani un intervento limitato, ma non indifferente". Il ministro dell'Economia ha confermato che il provvedimento non è che l'inizio della riforma complessiva del fisco cui lavora il Governo.

Tra i temi trattati anche il Coronavirus. Ma sulle conseguenze economiche del virus Gualtieri non si sbilancia. "È presto per dirlo. Il precedente della Sars ebbe un impatto sulla Cina e più limitato resto del mondo, di qualche decimale. Dipenderà da come si svilupperà questo virus" ha concluso.





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