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"Open Skies", Trump si ritira dal trattato. Mosca: "Colpo alla sicurezza europea"

Democratici Usa: "Decisione indebolisce interessi nazionali. È schiaffo in faccia agli alleati"

Economia ·
(Teleborsa) - Annunciato da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il ritiro da Open Skies (cieli aperti), il trattato sul controllo degli armamenti – negoziato nel 1992, dopo il crollo dell'Urss, dal presidente repubblicano H.W. Bush – che consente ad americani e russi di sorvolare i rispettivi territori per assicurarsi che non siano in preparazione attacchi militari.

Alla base della decisione – come ha spiegato lo stesso Trump – vi sarebbe il mancato rispetto del patto da parte della Russia. "Ho buone relazioni con Mosca ma non ha rispettato il trattato", ha affermato il tycoon. Secondo i dirigenti americani Mosca viola l'accordo in quanto non permette di sorvolare una città in cui si ritiene che la Russia stia sviluppando armi nucleari e neppure importanti esercitazioni militari. Al contrario, il Pentagono e l'intelligence Usa sostengono che i russi volano sopra gli Stati Uniti per mappare infrastrutture cruciali da colpire con cyber attacchi.

"È un colpo assestato alla sicurezza europea" ha commentato la Russia che, probabilmente, risponderà vietando loro voli di ricognizione, indispensabili per monitorare i movimenti di truppe ai confini, soprattutto con i Paesi baltici. Il rischio è che la decisione possa preludere anche al ritiro dal New Start. Il trattato, in scadenza a inizio 2021, limita a 1.550 le testate nucleari schierate dai due Paesi. Ciò porterebbe alla demolizione dell'intero impianto per il controllo degli armamenti creato durante e dopo la Guerra Fredda, aprendo la strada ad una possibile nuova corsa al riarmo, mirata non solo contro Mosca, ma ora anche contro Pechino. Nonostante i tentativi di Trump, gli Usa negli ultimi anni non sono, infatti, riusciti a estendere gli accordi sugli armamenti alla Cina.

Contro il ritiro da Open Skies, negli Stati Uniti, sono insorti i democratici. "È uno schiaffo in faccia ai nostri alleati in Europa, mette a rischio le nostre forze dispiegate nella regione ed è una evidente violazione della legge – ha dichiarato il presidente dem della commissione della Camera sulle forze armate, Adam Smith –. Questa decisione indebolisce i nostri interessi nazionali, isola gli Usa perché il trattato continuerà senza di noi e abbandona uno strumento utile per richiamare la Russia alle sue responsabilità". Una decisione definita "pericolosa e sbagliata" anche dalla senatrice Jeanne Shaheen (commissione Forze armate e Esteri). "La scelta di abbandonare questo accordo internazionale paralizza la nostra capacità di condurre la sorveglianza aerea della Russia, consentendo invece che continuino i voli di ricognizione russi sulle basi Usa in Europa", ha osservato Shaheen.
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