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Elezioni Usa 2020, Trump: "Con emergenza Covid-19 rischio elezioni fraudolente"

Il presidente degli Stati Uniti ha proposto di rinviare il voto per scongiurare i brogli nel voto postale. Secco il no dei Repubblicani: "Mai successo nella storia"

Economia ·
(Teleborsa) - "Con un voto per corrispondenza universale (non un voto in assenza che sarebbe un bene), il 2020 sarà l'anno delle elezioni più inaccurate e fraudolente nella storia. Sarebbe un grande imbarazzo per gli Stati Uniti. Rinviare le elezioni a quando la gente potrà votare in sicurezza???". Tre punti interrogativi e parole chiave scritte in stampatello. Lanciata ieri in un tweet, la proposta di Donald Trump di rinviare le presidenziali fino a quando gli americani potranno votare "in sicurezza" vista l'emergenza coronavirus ancora altissima nel Paese, in poche ore, ha acceso le polemiche incassando un secco no dai Repubblicani.

Il leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell e il leader della minoranza alla Camera Kevin McCarthy, hanno rigettato l'idea sottolineando che Trump non può decidere il rinvio senza l'approvazione del Congresso. "Nella storia degli Stati Uniti le presidenziali non sono mai state rinviate nonostante guerre, depressione, guerra civile, troveremo un modo per gestire il voto" ha affermato McConnell. Affermazioni alle quali il presidente degli Stati Uniti, in corsa per la rielezione alle presidenziali del 3 novembre prossimo e a picco nei sondaggi, ha ribattuto correggendo il tiro. "Non voglio rinviarle", ha precisato Trump dopo la bocciatura dei repubblicani oltre che degli esperti di legge, ma "voglio avere una elezione". Tuttavia – ha aggiunto durante il briefing sul coronavirus alla Casa Bianca – "non voglio dover aspettare tre mesi e poi scoprire che ci sono delle schede mancanti e che il voto non significa nulla. Questo è quello che succederebbe. È senso comune. La gente intelligente lo capisce, gli stupidi probabilmente no".

Un rischio, quello di brogli nel voto postale, non supportato dai dati e negato dagli esperti i quali concordano, tuttavia, sul fatto che, con tale modalità, il risultato sul presidente eletto difficilmente si avrà il prossimo 3 novembre, data dell'Election Day.

Tweet a parte, nei fatti Trump, in assenza di un'intesa bipartisan, non ha concretamente nessun potere di rinviare il voto. Una legge varata nel 1845 stabilisce, infatti, che l'elezione del presidente degli Stati Uniti si tenga il martedì successivo al primo lunedì di novembre ogni quattro anni e per cambiarla serve un atto del Congresso, approvato sia dalla Camera, dove la maggioranza è dei democratici, sia del Senato, dove hanno la meglio i repubblicani. Va, inoltre, considerato che, qualora la data slittasse, la costituzione Usa stabilisce che il mandato del presidente dura, comunque, solo quattro anni. Dunque a mezzogiorno, ora di Washington, del 20 gennaio 2021, in assenza del voto, scatterebbe la linea di successione presidenziale. Questioni sulle quali Trump ha glissato così come sul calo nei sondaggi rispetto allo sfidante democratico Joe Biden.

La situazione, intanto, si fa sempre più critica per l'amministrazone Trump. Secondo i dati ufficiali del governo il PIL reale americano è diminuito del 32,9% nel secondo trimestre, un crollo record, legato alla pandemia. Nel primo trimestre la contrazione era stata del 5%. Due trimestri consecutivi con il segno meno che rendono gli Stati Uniti ufficialmente in recessione.













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