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Ex-Ilva, sindacati: al via stato di agitazione negli impianti Ancelor Mittal

Fim, Fiom e Uilm chiedono chiarimenti sul ruolo di Invitalia nella società e sulle prospettive del siderurgico in Italia: si riparta dagli accordi di settembre 2018.

Economia, Industria ·
(Teleborsa) - Nuovo capitolo nella vicenda che vede protagonista l'ex-Ilva di Taranto con i sindacati che hanno dato il via alla mobilitazione per sbloccare la vertenza. Proclamato infatti lo stato di agitazione e convocate le assemblee dei lavoratori in tutti i siti del gruppo Ancelor Mittal in Italia.

L'obiettivo è quello di ottenere dal Governo e dal gruppo siderurgico chiarimenti in merito all'ingresso annunciato di Invitalia nella società e sulle prospettive di rilancio della siderurgia nel Paese, spiegano le Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm che hanno lanciato l'iniziativa in accordo con le strutture territoriali e le RSU.

I sindacati, si legge in una nota, "tornano a chiedere, a poco più di due mesi dalla possibile riconsegna dell’ex gruppo Ilva da parte di ArcelorMittal a seguito del pagamento di una esigua penale di 500 milioni (se non si raggiungerà un accordo con il governo) una convocazione urgente da parte del Ministro Patuanelli non potendo accettare che il futuro dell’intero Gruppo Arcelor Mittal ex Ilva, resti senza una prospettiva certa".

Per Fim, Fiom e Uilm, "l'unico accordo dal quale si deve ripartire è quello del 6 Settembre 2018: unico accordo in grado di rispondere alle prospettive industriali ed ambientali, degli stabilimenti di tutto il gruppo, per la realizzazione di un’acciaieria eco-compatibile e per dare una prospettiva ai lavoratori, a partire da coloro temporaneamente posti in Ilva in AS di cui il Governo e l’Azienda oramai non parlano nemmeno".


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