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Brexit, ultimo giro? Dalle nuove regole alla "faida" al 10 di Downing Street

Al via la settimana decisiva (forse). Dai diritti di pesca agli aiuti di Stato, gli ultimi nodi da sciogliere

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Si scrive Brexit, si legge (da quattro anni) caos. Stallo, gelo, piccoli passi avanti, poi di nuovo indietro. Il divorzio più lungo della storia somiglia sempre più a un puzzle che perde pezzi, impossibile da completare.



Si apre l'ennesima settimana "decisiva" nei negoziati sulla Brexit tra Regno Unito e Unione europea al termine della quale si saprà (forse) se è possibile arrivare ad un'intesa o se finirà con un No Deal, per tutti lo scenario peggiore ma anche quello che resta ancora saldamente sul piatto. Sul tavolo ancora diversi e rilevanti, i nodi da sciogliere: dai diritti di pesca, agli aiuti di Stato e l'arbitro di eventuali future dispute.

Non è escluso (anzi) che possa arrivare un altro slittamento visto che di scadenze fissate e poi posticipate è piena l'agenda: era stato proprio Boris Johnson a fissare come deadline per raggiungere un accordo il 15 ottobre, che poi è diventato la fine di ottobre e adesso la fine di novembre. Quel che è certo è che non si potrà andare oltre il 31 dicembre visto che il Premier britannico ha più volte ribadito che non è disposto a prolungare il periodo di transizione.

Nel frattempo, non è mancato un nuovo colpo di scena a Downing Street dove nei giorni scorsi si è consumata una vera e propria faida interna, culminata con le dimissioni, anzi, il licenziamento di Dominic Cummings, artefice della campagna referendaria sulla Brexit quattro anni fa oltre che della vittoria elettorale di Johnson nel dicembre scorso, fatto fuori insieme al suo vice Lee Cain, 38 anni, fino a qualche ora fa capo della comunicazione e spin doctor di Johnson, entrambi - pare - poco graditi alla fidanzata Johnson, Carrie Symonds, ex responsabile delle comunicazioni del Partito conservatore in passato, quindi conoscitrice dei meccanismi all’interno dei Tories.

FATTORE BIDEN INGUAIA BORIS- Secondo molti, l'uscita di scena di due figure "dure e pure" farebbe pensare che il leader conservatore è pronto ad adottare una linea più morbida rispetto al passato, visto che con l'elezione di Joe Biden alla Casa Bianca, Boris ha perso una spalla non da poco. Se infatti Trump aveva più volte offerto il suo sostegno, al contrario, il nuovo inquilino della Casa Bianca è pronto a mettere un freno alle minacce di lasciare il tavolo negoziale senza un accordo. Biden, infatti, (che ha origini irlandesi) ha ribadito in più occasione che non potrà esserci nessun patto commerciale con Londra se la Brexit minaccerà la pace in Irlanda del Nord, raggiunta nel 1998. Tradotto: nessuna chance che Washington sostenga la Hard Brexit, come avrebbe fatto invece Trump.

ARRIVA LA PAGELLA PER TRASFERIRSI IN UK - Intanto, il Governo britannico ha lanciato una campagna di sensibilizzazione a livello europeo per preparare i cittadini Ue al sistema che regolerà l’immigrazione verso il Regno Unito a partire dal primo gennaio 2021.
La libera circolazione tra l'Ue e il Regno Unito terminerà alle 23 del 31 dicembre prossimo, e da quel momento i cittadini europei non avranno più automaticamente diritto di trasferirsi a vivere nel Regno Unito. Il sistema che verrà introdotto prevede infatti l'assegnazione di punti, a prescindere dal luogo di provenienza, premiando competenze e talento.

"Il nuovo sistema di immigrazione invia un messaggio a tutto il mondo: la Gran Bretagna resta "open for business". Vogliamo continuare a incoraggiare i migliori talenti da tutto il mondo a portare le loro competenze nel Regno Unito”, ha detto l’Ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris, "Vogliamo dare il benvenuto a numerosi studenti italiani meritevoli, che senza dubbio potranno continuare a trarre beneficio dallo studio nelle nostre università, leader nel mondo. Ma è importante sapere quali saranno le normative vigenti, ed esorto tutti gli italiani ad informarsi in tempo".

(Foto: © Eros Erika / 123RF)
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