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Recovery: ok in CdM, fantasma crisi su Palazzo Chigi

Attesa per la conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio di oggi che potrebbe sancire lo strappo finale

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Via libera al Recovery Plan italiano. Le risorse complessivamente allocate nelle sei missioni del Piano nazionale di rilancio e resilienza sono pari a circa 210 miliardi di euro. Di questi, viene spiegato nel comunicato stampa al termine del CdM, 144,2 miliardi finanziano "nuovi progetti" mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a "progetti in essere" che "riceveranno, grazie alla loro collocazione all'interno del PNRR, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa".



Un ok - dettaglio tutt'altro che trascurabile - arrivato con l'astensione delle due ministre Bellanova e Bonetti. "Se non ci sarà il MES le ministre di Iv si asterranno", aveva anticipato l 'ex premier in tv. Per le ministre renziane è "incomprensibile" la rinuncia al fondo salva-Stati, lamentando ritardi sulle urgenze del Paese e sui nuovi ristori. "Il Mes non è compreso nel Next Generation, non è questa la sede per discutere il punto", replica di Conte, che invita a "non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l'attivazione del Mes", con "un accostamento che offende la ragione e anche l'etica". Sulla stessa linea anche il Ministro dell'Economia Gualtieri.

Giornata decisiva, oggi per il Conte-bis che, fra una manciata d'ore, potrebbe non esserci più. Il Consiglio dei ministri notturno, infatti, ha certificato lo scontro totale tra il Premier Giuseppe Conte e Matteo Renzi, con la conferenza stampa convocata da quest'ultimo nel pomeriggio che potrebbe certificare l'addio di IV al governo.


Tira decisamente una brutta aria. I margini di trattativa, dopo il CdM, si sono ulteriormente assottigliati. Se nel pomeriggio fonti di maggioranza evocavano ancora la possibilità di un vertice tra i leader per una ricucitura e, prima di entrare a Palazzo Chigi, Vincenzo Spadafora vedeva ancora le "condizioni per gesti di responsabilità", alla fine della riunione l'impressione è che i margini per ricompattare la maggioranza siano sempre più stretti. Tanto che continuano a circolare voci e 'conteggi' sui possibili "responsabili" pronti a prendere il posto di Iv al Senato.

Fra poche ore, dunque, potrebbe essere la crisi di governo a dominare la scena politica italiana. Non a caso Conte accelera e convoca un doppio Cdm, uno in serata sul nuovo dl anti-Covid (con lo stato di emergenza che potrebbe essere prorogato al 30 aprile), l'altro giovedì sul nuovo scostamento per i ristori di gennaio. Obiettivo mettere in cassaforte i provvedimenti più cruciali per il Paese.

Dal Colle, intanto, filtra preoccupazione con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella amareggiato per il precipitare della crisi in un momento di grande incertezza per il Paese, proprio mentre i numeri della pandemia, purtroppo, continuano a salire.

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