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Renzi rottama il Conte-bis, che succede ora?

"Da IV grave danno al Paese", il Presidente del Consiglio, rammaricato, prepara la strategia per uscire dall'angolo

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Fino all'ultimo secondo, esperti ed analisti politici si sono interrogati, cercando di declinare tutti i possibili scenari di una crisi avviata nel pieno di una pandemia. Ieri, in un gelido pomeriggio di gennaio, a mettere la parola fine al Conte-Bis (di cui lui stesso, tra l'altro, era stato artefice) ci ha pensato il leader di IV, nel corso della conferenza stampa annunciando le dimissioni delle Ministre Bellanova e Bonetti, accanto a lui insieme a Scalfarotto.



I volti sono tirati ma il senatore di Rignano sull'Arno rompe subito gli indugi, aprendo ufficialmente la crisi: "Annunciamo le dimissioni delle ministre e del sottosegretario con una lettera inviata al premier", dice a bruciapelo. A nulla è servita l'apertura di Giuseppe Conte a un "patto di legislatura".

A sera, in apertura del Consiglio dei ministri, il premier annuncia di aver informato il Quirinale e accettato il passo indietro di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Non usa metafore. Anzi. Parla di "grave responsabilità" e "notevole danno al Paese" prodotto da un gesto che non può essere sminuito. Ribadisce di aver cercato "fino all'ultimo secondo utile" il dialogo ma il terreno è stato "disseminato di mine".

La sua "squadra" lo blinda. "#AvanticonConte", è l'hashtag ripetuto come un mantra da Pd e Cinquestelle passando per Leu.

All'ora di pranzo, nel corso di un incontro interlocutorio con Conte, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva chiesto di uscire velocemente dall'incertezza politica, per affrontare al meglio la pandemia. Adesso, dice dal Pd Andrea Orlando, è giusto che, come chiede l'opposizione, Conte riferisca in Parlamento ma aggiunge che l'esecutivo non può essere sostenuto da una nuova maggioranza "raccogliticcia". E il vicesegretario Dem non esclude a priori il ritorno alle urne, "ma non in tempi brevi".

Intanto, il Corsera, racconta che, col passare delle ore, nella testa del Presidente del Consiglio si va sempre più rafforzando l’idea della sfida pubblica (come tra l'altro era già successo con l'altro Matteo) e che Conte voglia replicare in tv, nell’aula di Palazzo Madama. La strategia sarebbe quella di temporeggiare, non dimettersi oggi stesso, ma assumere su di sé l’interim dei ministeri vacanti, Agricoltura e Famiglia, per il tempo necessario ad approvare "provvedimenti fondamentali". Solo in un secondo momento, quando avrà la certezza dei numeri, andrà alla resa dei conti pubblica.

Ma siamo ancora nel campo - minato - dei se e dei ma.

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