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Martedì 3 Agosto 2021, ore 06.41
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Blocco licenziamenti, Orlando archivia le polemiche. Sindacati all'attacco

"Non accetteremo licenziamenti dal 1 luglio"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Il Ministro del Lavoro Andrea Orlando archivia le polemiche sul tema del blocco dei licenziamenti che non sarà prorogato al 28 agosto, ma resterà in vigore fino al 30 giugno: questa la linea di compromesso scelta dal Governo che, però, ha spinto in molti a parlare di vittoria di Confindustria.




"La dinamica che può guidare un Paese in pandemia non è la stessa di un Paese che ne esce", ha detto Orlando intervistato dal Corriere della Sera. "O le forze di maggioranza ripongono le bandiere, oppure mettono a rischio la tenuta del quadro politico - sottolinea - E ciò riguarda prevalentemente la Lega, che è quella che agita più bandiere. La norma è stata elaborata in poche ore in modo da dare più strumenti alle imprese per attenuare l'impatto della fine del blocco dei licenziamenti - incalza il ministro - La sostanza è rimasta, con gli incentivi alle imprese a usare la cassa integrazione fino a fine anno senza dovervi contribuire. In cambio si impegnano a non licenziare. L'altra norma, su chi chiede cassa Covid a giugno, era un corollario conseguente".

Per la viceministra dell'Economia il Governo ha agito "agito correttamente nel testo pubblicato (decreto Sostegni bis) portando in equilibrio l'accordo" sul blocco dei licenziamenti. Lo ha detto a Radio 24 sottolineando che "tutta la pandemia si è gestita passo passo con accordi tra governo e tra imprese e sindacati e anche in questo caso si è fatto questo percorso e il testo finale rappresenta proprio questo".

Decisamente di diverso parere i Sindacati che promettono battaglia. "Non siamo disponibili ad accettare che dal 1 luglio ci saranno i licenziamenti. Venerdì andremo davanti al Parlamento e ci organizzeremo per proseguire la mobilitazione" affonda il leader della Cgil, Maurizio Landini.

Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ai microfoni di Rai Radio 1 parla di "attacco a gamba tesa da parte di Confindustria anche molto scorretto nei modi e nei contenuti su un tema molto delicato".


Per Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, siamo davanti a "grande pasticcio", per questo "chiediamo al Governo di tornare sui suoi passi".
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