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Giovedì 21 Ottobre 2021, ore 07.57
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Credito a PMI con il contagocce. CGIA: "Garanzie statali utili alle banche"

Economia ·
(Teleborsa) - Effetto perverso per le garanzie statali, che volendo accrescere la liquidità alle imprese, in un momento di grande crisi, si traducono invece in un aiuto concreto per le banche, che sono riuscite a ridurre la rischiosità e l'esposizione e migliorare la qualità del credito nei loro bilanci. Alle imprese, in termini di liquidità aggiuntiva è arrivato molto poco.



La denuncia arriva da uno studio della CGIA, associazione rappresentativa di imprese artigiane e PMI, su dati Bankitalia per quanto concerne lo stock dei prestiti in essere e della task force per quanto riguarda le garanzie approntate dal sistema creditizio. Il report rivela che, fra febbraio 2020 e maggio 2021, lo stock complessivo dei prestiti bancari erogati alle imprese italiane per fronteggiare la crisi economica è aumentato di "soli" 37,1 miliardi di euro, sebbene i prestiti garantiti messi in campo con gli interventi approvati dal secondo Governo Conte ammontino a 197,6 miliardi, in particolare 173,5 miliardi in capo al Fondo di garanzia per le PMI e 24,1 miliardi in capo a SACE.

Questo significa che le garanzie pubbliche hanno rimpiazzato quelle private già in essere prima dell’avvento del Covid e sostituito prestiti già erogati, ad esempio con il cambio di prestiti a breve con prestiti a medio-lungo termine, non riuscendo realmente ad aumentare la liquidità a beneficio delle imprese. Ed il sistema bancario ha utilizzato una parte di questi miliardi anche per abbattere i propri rischi, sostituendo le garanzie private legate ai prestiti che aveva erogato prima dell’avvento di queste novità legislative.

L’analisi di CGIA evidenzia anche che l'aumento dei prestiti alle imprese prodotto dalle garanzie statali, quel quinto che si è tradotto in nuovi prestiti per intenderci, si è già esaurito. Guardando ai dati Bankitalia infatti emerge che, dopo l’introduzione delle misure messe a punto dal Conte bis a marzo 2020, lo stock ha cominciato a crescere raggiungendo il picco massimo a novembre 2020, per poi iniziare una lenta discesa fino allo scorso mese di maggio quando si è attestato a quota 748,7 miliardi di euro.

La CGIA denuncia che banche con bassa redditività hanno tagliato il credito, che rende sempre meno in termini di interessi attivi, puntando di più sui servizi finanziari, meno rischiosi e più redditizi.
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