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Trasporti, Giovannini al question time: il punto su Ita e i collegamenti di Puglia e Sardegna

Prime indicazioni anche sulla riforma del trasporto pubblico locale: impianto normativo "condiviso ed efficace" entro il 2022.

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha ribadito che nel 2025 – "a regime" – Ita potrebbe dar lavoro "direttamente e indirettamente" a circa 9.500 persone. Durante il question time alla Camera il ministro ha ricordato che Ita avvierà le proprie operazioni con un numero di dipendenti pari a circa 2.900 unità", un numero che salirà negli anni e a cui potrebbe aggiungersi altro personale "qualora Ita si aggiudicasse le gare bandite da Alitalia per Ground Handling e Manutenzione". "Siamo certi che Ita sarà in grado di fornire risposte alle nuove esigenze del trasporto aereo in un'ottica sempre più intermodale, integrata con il trasporto ferroviario, guardando con grande attenzione anche ai principi della sostenibilità", ha aggiunto Giovannini.




I numeri di Ita
. Il numero di dipendenti di Ita assunti per gestire l'attività di Aviation salirà secondo il Piano industriale nel 2025 a circa 5.700 unità a cui si aggiungerebbero a quella data, nel caso si aggiudicasse le gare bandite per Ground Handling e Manutenzione di Alitalia, rispettivamente circa 2.700 e circa 1.200 unità. Al 2025 il fatturato della nuova compagnia aerea dovrebbe raggiungere i 3,3 miliardi di euro. Giovannini ha ricordato che la compagnia opererà con una flotta di 52 aerei – "adeguata a rispondere nell'immediato alla domanda di trasporto" – che sarà portata già nel 2022 a 78 e quindi arrivare a 105 nel 2025. Per quella data, ha sottolineato il ministro "il 77% della flotta di Ita sarà costituita da aerei di nuova generazione". All'avvio la compagnia servirà 45 destinazioni con 61 rotte, che saliranno a 74 destinazioni e 89 rotte nel 2025, "in particolare proprio con un ribilanciamento dei voli verso il settore del lungo raggio", ha sottolineato.

Capitolo Puglia. Il ministro Giovannini ha dichiarato inoltre che al momento sono in corso "specifiche interlocuzioni" con la Commissione europea per "ottenere il riconoscimento di Bari come Nodo Urbano principale, dal momento che il volume di traffico annuale di detto scalo è di circa 5 milioni di passeggeri all'anno". Il ministro ha infatti risposto ad una domanda in merito all'inserimento delle infrastrutture si Bari e Brindisi nella rete centrale dei corridoi Ten-T. "A seguito dei negoziati sulla Brexit, il Consiglio e il Parlamento europei hanno convenuto di anticipare il riesame delle reti TEN-T dal 2023 al 2021", ha spiegato, nel quale hanno trovato spazio le proposte che "prevedono, in coerenza con l'obbiettivo di inserire l'infrastruttura della dorsale Adriatica nel Core Network, l'inclusione dell'infrastruttura ferroviaria e stradale fino a Bari, nonché dell'aeroporto di Bari". "Infine – ha aggiunto – è stato richiesto di inserire la sezione Brindisi-Taranto nella rete Comprehensive in considerazione delle potenzialità dell'intero cluster trasportistico pugliese. In questo contesto stiamo analizzando di potenziare i collegamenti con Lecce ricordando che i finanziamenti europei possono essere utilizzati inserendo l'opera nella rete TEN-T".

Sardegna. Il question time è stata un'occasione utile per il ministro anche per illustrare i piani che riguardano il collegamento con l'isola sarda. Per la continuità marittima con la Sardegna, in relazione alla linea Civitavecchia-Cagliari-Arbatax, Giovanni ha ricordato che il 20 luglio 2021 il Ministero ha provveduto ad effettuare una consultazione dei principali operatori del settore, propedeutica all'eventuale affidamento diretto e "all'esito della consultazione, e questa penso sia una buona notizia – ha sottolineato il ministro –, è stata selezionata un'offerta che prevede la prosecuzione del servizio sulla citata linea per un periodo di 6 mesi, nelle more dello svolgimento di una nuova procedura di gara per l'affidamento del medesimo servizio per la durata di 5 anni. Per quel che riguarda i collegamenti aerei, il ministro ha dichiarato che "a seguito della cessazione a partire dal prossimo 15 ottobre dell'operatività di Alitalia, affidataria dei servizi onerati sulle rotte da Alghero, Cagliari e Olbia verso Roma Fiumicino e verso Milano Linate, è stata attivata la procedura d'emergenza ed ho firmato, nella giornata di ieri, il decreto ministeriale n. 357, in forza del quale la Regione Sardegna potrà attivare immediatamente la selezione, con procedura accelerata, del vettore cui affidare per i prossimi sette mesi i voli da e per l'isola". "La continuità territoriale è assicurata", ha garantito Giovannini

Il ministro nell'occasione ha dato alcune indicazioni in merito alla riforma del trasporto pubblico locale – "un'attività complessa, la cui realizzazione richiede un costante confronto con il Parlamento – affermando che "auspicabilmente" all'inizio del 2022 di potrà giungere alla predisposizione di un impianto normativo "condiviso ed efficace". "Uno degli obiettivi del PNRR è ottenere uno spostamento di almeno il 10% del traffico su auto private verso il sistema di trasporto pubblico, che ha un impatto molto minore in termini di inquinamento ambientale", ha ricordato il ministro, spiegando che la commissione di studio ha "offerto interessanti riflessioni e valide proposte per aggiornare il quadro normativo sul trasporto pubblico locale, soprattutto nell'ottica di migliorare la qualità del servizio grazie all'evoluzione tecnologica e alle modifiche degli assetti istituzionali ed economico-finanziari del settore". Per il ministro Giovannini è necessario "in primo luogo, migliorare l'attività di programmazione" e "questo deve essere fatto mettendo a disposizione degli enti territoriali strumenti e risorse in grado di rilevare in modo costante in primo luogo la domanda di trasporto". "Occorre, inoltre, incrementare la concorrenza e la qualità degli affidamenti", ha aggiunto.

"Al contempo – ha spiegato Giovannini –, è necessario elevare la qualità dei servizi, assicurando i medesimi livelli minimi sull'intero territorio nazionale, comprese le aree a domanda debole, garantire la sostenibilità ambientale del trasporto pubblico locale, nonché realizzare, attuando quanto già previsto dalle vigenti disposizioni un sistema di mobilità integrato e dialogante".




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