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Martedì 18 Gennaio 2022, ore 09.19
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Energia, la via dell'idrogeno per assicurare la cooperazione euro-mediterranea

Finanza ·
(Teleborsa) - L'idrogeno sarà una risorsa fondamentale in futuro, nell'ambito della transizione energetica, che vedrà soppiantare le fonti fossili a favore delle energie rinnovabili e pulite (elettricità, gas, idrogeno) e potrebbe testimoniare l'avvio di nuove relazioni fra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Uno sguardo di insieme viene offerto dal "Med & Italian Energy Report" frutto della collaborazione fra SRM, Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, ed ESL@Energy Center del Politecnico di Trino, presentato oggi a Bruxelles nel corso di un evento in presenza e in streaming.



Il Rapporto, giunto alla sua terza edizione, si concentra sulla transizione energetica e sul ruolo di rilievo che l’idrogeno può rivestire in termini di sostenibilità ambientale e di equità per lo sviluppo e la cooperazione euro-mediterranea. L''analisi evidenzia infatti che la transizione verso la sostenibilità nella regione mediterranea non può prescindere dall’interazione tra una terna di triangoli: un triangolo geografico, relativo alle tre macro-zone (Nord, Est e Sud) della regione, aventi differenti caratteristiche socio-economiche ed energetiche; un triangolo di attributi energetici, ovvero sicurezza energetica, sostenibilità ambientale ed equità sociale coerentemente con il cosiddetto “trilemma energetico”; un triangolo delle commodity, che include energia elettrica, idrogeno e gas, che risulteranno centrali nell’implementazione della transizione energetica.

Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, ha spiegato che il rapporto vuole "tracciare un quadro dei nuovi orizzonti e delle nuove sfide che lo scenario competitivo ci chiama ad affrontare" in termni di investimenti, sicurezza, efficienza e sostenibilità e che "il PNRR rappresenta la base per iniziare un nuovo processo nel nostro Paese fondato sull’economia Green ed anche sulla sinergia che può instaurarsi con l’economia Blue".

"La transizione energetica è ormai un’esigenza indifferibile anche per la regione Mediterranea", ha sottolineato Ettore Bompard, Direttore Scientifico ESL@Energy Center del Politecnico di Torino, aggiungendo che "l’idrogeno “verde” (prodotto a partire da
fonti rinnovabili) potrà rivestire un ruolo di rilievo non soltanto da un punto di vista di sostenibilità ambientale, ma anche come opportunità di sviluppo per i paesi delle sponde Est e Sud e, pertanto, di crescita armonica dell’intera regione mediterranea".

Europa avanti sulla sostenibilità

Cina, USA, UE ed India si confermano tra i maggiori consumatori di energia mondiale con una percentuale pari al 56%, ma l'UE mostra un migliore rapporto tra consumo di energia e PIL e si muove in modo più rapido verso la sostenibilità. Il suo mix di generazione elettrica è variato negli ultimi 20 anni: l'uso del carbone è diminuito dal 32% al 13%, l’utilizzo del gas naturale è cresciuto dal 16% al 22%e le rinnovabili passano dal 15% al 41%. Ma le strategie prevedono un importante aumento del peso delle rinnovabili che dovrebbero arrivare a coprire il 61% del mix elettrico nel 2030, l’84% nel 2040 e l’88% nel 2050.

I Paesi del Sud del Mediterraneo sono ancora dipendenti dalle fonti fossili: l’87,5% dell’elettricità deriva da Oil & Gas e poco meno del 6% da rinnovabili.

I paesi mediterranei appartenenti alle 3 sponde (Nord, Est e Sud) presentano caratteristiche energetiche e driver energetici differenti. La catena del valore dell’idrogeno può essere una prospettiva di business significativa per la regione del Mediterraneo, grazie all’elevato potenziale da rinnovabili, con impatti economici positivi. Nello stesso tempo sostenibilità ed equità possono derivare dall’adozione di schemi di cooperazione tra le sponde del Mediterraneo nello sfruttamento del potenziale rinnovabile e nella produzione di idrogeno verde, costruendo un nuovo dialogo energetico.

Dagli scenari a medio termine (fino al 2040) emerge che, se è prevista un’elevata penetrazione dell’idrogeno (25% degli usi finali di energia), un approccio cooperativo tra le tre sponde consente di soddisfare la stessa domanda di idrogeno con una capacità installata complessiva di 36 GW, inferiore a quella richiesta se si adotta un approccio orientato all’autosufficienza da parte di ciascuna sponda, grazie a un migliore sfruttamento delle risorse disponibili nell’intera regione.

Le interconnessioni esistenti per il trasporto del gas naturale possono svolgere un ruolo chiave nel sostenere la penetrazione dell’idrogeno e la creazione di un mercato mediterraneo dell’idrogeno verde, soprattutto perseguendo la strada del trasporto di idrogeno in forma di miscela col gas naturale.

Per quanto riguarda l’Italia, la massima importazione potenziale di idrogeno attraverso i gasdotti potrebbe essere di 33,7 TWh/a (circa il 2,5% del consumo energetico finale totale dell’Italia nel 2019).

(Foto: © Enel)
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