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Obbligazioni ESG eclissano i green bond. L'Italia insegue la Francia per volumi

I volumi italiani di ESG-linked bond sono trainati dai collocamenti di Enel e da un limitato numero di altri grandi emittenti, evidenzia un report di Scope Ratings

Finanza, Sostenibilità ·
(Teleborsa) - L'emissione di obbligazioni ESG-linked ha rappresentato circa un quarto di tutte le emissioni di obbligazioni di società non finanziarie europee lo scorso anno, rispetto a solo l'8% nel 2020. Inoltre, le emissioni social- e sustainability-linked hanno superato le emissioni di green bond, con un volume combinato più che raddoppiato lo scorso anno rispetto al 2020. Lo evidenzia un nuovo report di Scope Ratings sul tema, che sottolinea come le emissioni legate ai criteri ESG si siano attestate al 29% nel quarto trimestre del 2021, in lieve aumento rispetto 28% nel terzo trimestre 2021, portando la quota del segmento al 24% per l'intero anno.

"Le emissioni di obbligazioni ESG-linked sono aumentate a livello globale, soprattutto in Europa e in Asia, con quest'ultima che probabilmente supererà l'Europa in volume assoluto nel 2022", ha commentato Eugenio Piliego, analista dell'agenzia di rating. In Europa, nei prossimi trimestri la crescita degli ESG-linked bond dovrebbe rallentare. "Lo slancio delle emissioni indicizzate ESG è stato visibile nella crescita trimestrale nei primi nove mesi dell'anno, stabilizzandosi nel quarto trimestre, una tendenza che suggerisce che le obbligazioni ESG-linked potrebbero stabilizzarsi a circa un terzo del totale emissione di quest'anno", ha aggiunto Piliego.



Le società dei settori utilities e real estate hanno continuato a essere gli emittenti più attivi di obbligazioni ESG nel 2021 in termini di volume con il 56% del totale, sostanzialmente in linea con lo scorso anno, ma nettamente al di sotto dei livelli pre-2019. Le utility hanno dominato le emissioni ESG (con il 33% del totale), ma le società immobiliari stanno recuperando terreno (24% del totale del 2021). Enel (10,1 miliardi di euro), Teva Pharmaceuticals (4,3 miliardi di euro), Electricité de France (3,1 milioni di euro) e ASTM (3 miliardi di euro) sono stati i principali emittenti europei dello scorso anno.

Tra le società non finanziarie europee, le società svedesi e francesi hanno dominato il settore fino al 2020. La Francia rimane il paese con i maggiori volumi collocamenti, ma la Svezia si distingue per la varietà di società che emettono obbligazioni ESG-linked, con oltre 80 aziende diverse che rappresentano quasi il 20% del totale degli emittenti europei di tali strumenti. "Tuttavia, lo scorso anno lo spread geografico del mercato delle obbligazioni societarie indicizzate si è ampliato, con una notevole crescita delle emissioni societarie italiane e britanniche", si legge nel rapporto di Scope Ratings. Le emissioni britanniche hanno rispecchiato l'attività di diversi emittenti, mentre i volumi italiani sono stati guidati da Enel e da un numero minore di altri grandi emittenti.
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