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Turismo, Garavaglia: "Vero sostegno è ritornare a fatturare, 850 milioni sono una goccia nel mare"

L'intervento del ministro del Turismo nel corso del V forum nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili

Economia, Turismo ·
(Teleborsa) - "Per uscire definitivamente dalla crisi i sostegni alle imprese sono ancora necessari. Ma serve un lavoro in prospettiva per dare il via libera alla ripartenza. Nell'ultima legge di bilancio sono stati previsti 850 milioni di euro per il turismo. Sono una goccia nel mare per un settore che ha pagato a caro prezzo la pandemia. L'unico sostegno vero per gli operatori è quello di metterli in condizione di fatturare e ci sono ancora realtà in grande sofferenza come agenzie viaggi e tour operator e abbiamo il dovere di garantire i sostegni e aprire nuovi scenari per la ripartenza". Lo ha detto Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, nel corso del V forum nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili "La novità della legge di bilancio per professionisti e imprese" organizzato da ItaliaOggi e dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

"La legge di bilancio che abbiamo approvato è neutra. Non ci sono ostacoli alla ripresa ma bisognerà capire come finisce la partita della riforma del fisco. Io credo che la direzione deve essere quella di premiare chi produce. C'è stato un grande rimbalzo economico dopo la pandemia. Un dato positivo – ha proseguito Garavaglia – che deve essere consolidato per diventare la base per una crescita strutturale. Per far questo è fondamentale far partire il Pnrr e siamo a buon punto anche se dobbiamo superare altri problemi come l'abnorme incremento del costo energetico che è un macigno per la ripresa".




"Si sta consumando un dramma sociale perché milioni di contribuenti – ha affermato Emiliano Fenu, capogruppo del M5s in Commissione Finanze al Senato – ricevono cartelle e atti di intimazione e tanti di loro, soprattutto le imprese, sono decaduti dalle rateazioni precedenti e non sanno come far fronte agli impegni. Oltre il 60% dei contribuenti non sono riusciti a pagare la rottamazione entro il 14 dicembre scorso e i loro debiti con il fisco si vanno ad aggiungere a quelli precedenti. L'effetto sarà che molte imprese che lavorano con il pubblico rischiano di vedersi bloccare i pagamenti dalle PA e saranno costrette a portare i libri in tribunale. Abbiamo chiesto l'estensione a tutto il 2022 della possibilità di pagare le rate pregresse consentendo di rateizzare senza alcun tipo di condizioni. Il Governo prenda atto della situazione e accolga le nostre istanze".

"Dobbiamo puntare non solo sulla riduzione delle tasse, ma anche – ha detto Alberto Gusmeroli, vicepresidente della Commissione Finanze a Montecitorio – a una semplificazione fiscale per alleggerire il sistema fiscale più complesso al mondo. Dobbiamo puntare a un riequilibrio del rapporto tra fisco e contribuente e in questa chiave la costituzionalizzazione dello Statuto del contribuente sarebbe un primo passo importante in avanti. C'è la necessità di stoppare le sanzioni per chi non è riuscito a pagare finora e, contemporaneamente, di preparare il terreno per la ripartenza. Abbiamo fatto diverse proposte come la mini flat tax, rateizzazione di acconti e riduzione della ritenuta d'acconto sul lavoro autonomo, stralcio della riforma del catasto. Adesso aspettiamo che il governo batta un colpo su questi punti".

"Quando si parla di riforma fiscale, e quindi di tasse, – ha sottolineato Elbano de Nuccio, numero uno dei commercialisti di Bari – stiamo discutendo di un aspetto soprattutto di carattere sociale. Nel periodo pre e post pandemico i contribuenti hanno accumulato debiti rispetto alle obbligazioni tributarie. Per superare questa difficoltà è necessario procedere quanto prima ad una rottamazione straordinaria, così da dare la possibilità alle imprese di pagare ciò che possono e interrompere, allo stesso tempo, la continua richiesta di pagamento di debiti scaduti, che condurrebbe al default del sistema impresa con seri rischi anche per la tenuta dello Stato. Non riesco a comprendere come mai non ci sia stato un coinvolgimento diretto dei commercialisti, che meglio di altri hanno la capacità di conoscere lo stato di salute del sistema economico nazionale, perché lo vivono quotidianamente. Ritengo che non si possa creare una norma senza chiamare in causa coloro che quella norma poi l'applicheranno".

"Tutti i problemi di cui si sta discutendo oggi – ha affermato Marcella Caradonna, presidente dell'Odcec di Milano – sono vicende annose che non hanno mai trovato soluzione, questo per un approccio del legislatore che ha sempre avuto una direzione di breve periodo, senza curarsi della relazione con il cittadino e il contribuente, che è fondamentale. Ritengo che per superare tali difficoltà sia necessario cambiare approccio. Il legislatore dovrà prendere le sue future decisioni in maniera tempestiva, perché i contribuenti non possono vivere nell'incertezza e nell'angoscia, seguendo il principio della semplificazione, adottando, quindi, norme che non complichino la vita a chi deve beneficiarne, e soprattutto – ha concluso Caradonna – dovrà approvare riforme che siano coordinate tra loro, non possiamo più assistere a leggi che confliggono tra loro e impediscono lo sviluppo che vorrebbero creare".
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