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Giorgetti: evitare recessione "obiettivo irrinunciabile e strategico"

Pronti a reagire a mutamenti del quadro economico

Economia ·
(Teleborsa) - "Evitare che il Paese torni in recessione è l'obiettivo strategico, irrinunciabile". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel corso di un'audizione alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sul decreto aiuti.





"Per farlo - ha aggiunto - è indispensabile continuare a perseguire politiche a sostegno dell'offerta del sistema produttivo e, in particolare, degli investimenti privati che hanno avuto un ruolo determinante nella fase espansiva che il PIL ha registrato nel 2021". "Ancora oggi - ha proseguito Giorgetti - i dati del primo trimestre evidenziano, pur nel quadro di un'economia in forte rallentamento, il contributo positivo alla crescita da parte degli investimenti fissi lordi che hanno registrato una variazione positiva di quasi quattro punti percentuali rispetto al trimestre precedente".

L'intervento del governo a sostegno delle imprese, contenuto nel decreto aiuti, è "un tassello che si inscrive in un quadro in continua evoluzione" considerato che "il contesto in divenire, e l'incertezza che lo caratterizza, impone, infatti, di monitorare e reagire tempestivamente ai mutamenti che dovessero intervenire nel quadro economico".

Il Mise, ha aggiunto, "coerentemente con la sua missione istituzionale, continuerà a farlo raccogliendo le sollecitazioni degli stakeholder e gli spunti che lo stesso Parlamento vorrà offrire".

Il decreto aiuti - ha detto Giorgetti - prevede un rifinanziamento del fondo IPCEI, destinato a sostenere le imprese impegnate su progetti di grande rilevanza tecnologica o produttiva, per complessivi 500 milioni in tre anni.

"Allo scopo di garantire una piu' ampia copertura al complesso delle iniziative già lanciate, abbiamo incrementato con una disposizione del decreto la dotazione del Fondo IPCEI, rifinanziando il Fondo per 150 milioni nel 2022, 200 milioni nel 2023 e 150 nel 2024, per complessivi 500 milioni", ha detto il ministro, puntualizzando che "resta fermo che tali risorse, ancorchè urgenti non sono sufficienti a far fronte all'ammontare dei progetti in corso".

"Gli importanti progetti comuni di interesse europeo sono uno dei principali strumenti di sostegno all'innovazione, nell'ambito della politica industriale europea", ha spiegato ancora Giorgetti aggiungendo che "in questa fase, dopo i progetti su batterie e microelettronica 1, sono in corso di avanzamento quelli su idrogeno, microelettronica 2, salute e cloud". "Per la quantità e la qualità dei progetti presentati dalle nostre imprese, l'Italia è uno dei Paesi più attivi in Europa. Ciò, ovviamente, si traduce di una forte di richiesta di risorse, a copertura dei deficit di finanziamento dei progetti. Nello specifico - ha aggiunto -, sono allo stato disponibili 2,75 miliardi, a fronte di risorse necessarie per coprire l'intero fabbisogno di 8,41 miliardi. Di queste, si stima che 4,8 miliardi siano riferibili a progetti da notificare nell'anno in corso".
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