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FILA, miglior semestre di sempre grazie ad area dollaro, India e Messico

Finanza ·
(Teleborsa) - FILA, quotata su Euronext STAR Milan e attiva nella vendita di articoli per le arti visive e plastiche, la creatività e il disegno, ha registrato ricavi normalizzati pari a 390,6 milioni di euro nel primo semestre del 2022, +20,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, +13,9% a cambi costanti. In significativo progresso l'Asia +103,9% e il Centro e Sud America +59,7%, grazie alla forte ripresa in India e Messico, e all'ottimo andamento della campagna scuola (Nord America ed Europa rispettivamente +2,2% e +1,7%).

L'EBITDA normalizzato è pari a 64,8 milioni di euro, +10,7% (+6,5% a cambi costanti) rispetto al primo semestre del 2021, con marginalità nel primo semestre del 2022 al 16,6% (18% nel 1H 2021). L'incremento dei listini di vendita e le efficienze dei costi di G&A hanno quasi completamente compensato l'effetto inflazionistico delle materie prime e dei trasporti. L'Utile Netto normalizzato è stato pari a 28,6 milioni di euro, in crescita del 6,9% rispetto.

"Chiudiamo il migliore semestre di sempre, trainato principalmente dall'area dollaro e dai paesi che erano stati maggiormente colpiti dalla pandemia come India e Messico - ha commentato il CEO Massimo Candela - Nei primi sei mesi dell'anno abbiamo visto importanti segnali di ripresa del settore scuola, come confermato dalla campagna appena conclusa, mentre sul fine art si è notato un fenomeno di de-stocking. Le uniche variazioni sono date da una inflazione oltre le nostre aspettative e dall'andamento dei tassi di cambio che impattano poco il leverage naturale sull'EBITDA e temporaneamente il valore del magazzino la cui crescita è stata necessaria per poter consegnare in tempo e fornire un servizio adeguato ai nostri clienti, visto il perdurare delle difficoltà della supply chain e la carenza di manodopera in paesi come UK e Nord America".



L'Indebitamento Finanziario Netto al 30 Giugno 2022 è pari a 524,8 milioni di euro (incluso l'effetto IFRS 16 pari a 95,8 milioni di euro e l'effetto negativo del Mark to Market Interest Hedging pari a 0,7 milioni di euro) rispetto ai 437,3 milioni di euro al 31 dicembre 2021.

"Adesso stiamo assistendo ad alcuni segnali di rallentamento della crescita dei costi delle materie prime, mentre i costi dell’energia parzialmente bloccati fino a fine 2023 ci garantiscono una copertura sugli incrementi - ha aggiunto Candela - Per il 2022 ci aspettiamo un continuo e significativo progresso di mercati come India e Messico a supporto della crescita del Gruppo e una positiva generazione di cassa. Infine la rinegoziazione del debito a medio lungo termine, allungando la scadenza dai 2 anni attuali a 5 anni e mantenendo gli stessi tassi di interesse in una situazione economica complessa, ci ha permesso di ridurne in modo significativo il costo e di avere un’importante flessibilità delle linee disponibili a supporto della crescita".
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