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Nord stream, si fa largo ipotesi sabotaggio. Usa: "Nessun impatto su resilienza energetica Ue"

Gas chiude a 186 euro (+7%) ad Amsterdam. Agenzia per l'Energia danese: "Perdite fino a una settimana"

Economia, Energia ·
(Teleborsa) - I danni al gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico, che fanno temere sempre di più un inverno in Europa senza il gas russo, hanno fatto ripartire le quotazioni ad Amsterdam. Reduce da quattro sedute in flessione il contratto future Ttf, che fa da benchmark per il metano europeo, ha concluso in rialzo del 7% a 186 euro al megawattora dopo aver toccato un picco di giornata nel finale oltre la soglia dei 200 euro arrivando a 207 euro (+19%).

Secondo quanto ha reso noto l'Agenzia per l'Energia danese il gas continua a uscire nel Mar Baltico dai gasdotti Nord Stream e si prevede che le perdite ci saranno ancora per alcuni giorni o fino a una settimana. La Danimarca ha denunciato in un video le perdite di gas del gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico. Nelle immagini aeree catturate dall'esercito danese si vedono il mare "ribollire" al largo della costa di Bornholm. Le tre perdite di gas sui gasdotti Nord Stream 1 e 2 sono visibili nelle acque al largo della Danimarca con ebollizioni che vanno dai 200 ai mille metri di diametro. "La fuga più grande – ha sottolineato l'esercito danese in una nota – sta diffondendo bolle per un buon chilometro in diametro. La più piccola sta creando un cerchio di circa 200 metri di diametro". "Ho appena parlato con il mio omologo polacco Zbigniew Rau – ha scritto il ministro degli Esteri danese, Jeppe Kofod, su Twitter – la perdita di gas nel Mar Baltico è una questione internazionale. È essenziale ora gestire la situazione. È nel nostro interesse non speculare, ma fare tutto il possibile per un'indagine sicura e approfondita su quanto accaduto". "Si parla di tre fughe di gas, e dunque è difficile ipotizzare che possa essere accidentale" ha detto la premier danese Mette Fredriksen.



Si fa largo, nel frattempo, l'ipotesi sabotaggio. "La 'fuga di gas' dal Nord Stream 1 non è altro che un attacco terroristico pianificato dalla Russia e un atto di aggressione nei confronti dell'Ue. La Russia vuole destabilizzare la situazione economica in Europa e provocare il panico pre-inverno – ha affermato Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky –. La migliore risposta e investimento per la sicurezza è fornire carri armati all'Ucraina. Soprattutto quelli tedeschi". "Non conosciamo ancora i dettagli di quello che è successo lì, ma possiamo vedere chiaramente che c'è stato un atto di sabotaggio – ha detto il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki –. Questo atto di sabotaggio è probabilmente il prossimo livello di escalation con cui abbiamo a che fare in Ucraina". Un'ipotesi condivisa dalla polizia svedese che ha avviato un'indagine sulle perdite di gas nel Mar Baltico dai gasdotti Nord Stream ipotizzando il reato di "grave atto di sabotaggio".

"Ci sono rapporti iniziali che indicano che le fughe di gas dal Nord Stream potrebbe essere il risultato di un attacco o di una sorta di sabotaggio, ma questi sono rapporti iniziali e non abbiamo ancora conferme – ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken –. Le perdite di gas non avranno un impatto significativo sulla resilienza energetica dell'Europa. Gli Usa stanno lavorando sia a breve che a lungo termine per affrontare la sicurezza energetica per l'Europa e in tutto il mondo". Gli Stati Uniti – secondo quanto ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre – sono pronti a sostenere gli europei dopo le fughe di gas dal Nord Stream. "I nostri partner europei condurranno le indagini, noi siamo pronti a sostenere i loro sforzi – ha affermato la Casa Bianca –. Questo episodio dimostra quanto sia importante il nostro impegno comune per trovare forniture di gas alternative per l'Europa".

"Seguiamo con grande preoccupazione le fughe di gas nei gasdotti Nord Stream: siamo in contatto con Danimarca e Svezia, è importante – ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg – avere tutti i fatti sul tavolo ed è per questo che dedicheremo la nostra attenzione a questi eventi nelle prossime ore e giorni, in collaborazione con tutti gli alleati".

Ad avvalorare l'ipotesi sabotaggio sono i dati diffusi dai sismologi svedesi che – riporta l'emittente nazionale svedese Svt – hanno registrato delle esplosioni vicino ai gasdotti Nord Stream nelle ultime 36 ore. Secondo un report citato da Svt le stazioni di misurazione sia in Svezia che in Danimarca hanno, infatti, registrato forti esplosioni sottomarine nella stessa area delle perdite di gas lunedì. "Non c'è dubbio che si tratti di esplosioni – ha affermato Bjorn Lund, docente di sismologia presso la Swedish National Seismic Network –. La prima esplosione è stata registrata alle 2,03 della notte di lunedì e la seconda alle 19,04 di lunedì sera. Gli avvisi sulle fughe di gas sono arrivati dall'amministrazione marittima rispettivamente alle 13,52 e alle 20,41 di lunedì, dopo che le navi hanno rilevato bolle in superficie. Si può vedere chiaramente come le onde rimbalzano dal fondo alla superficie. Non c'è dubbio che è stata un'esplosione".

A parlare di sabotaggio, sebbene di altra matrice, è stato lo stesso Cremlino. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov parlando di "notizie davvero allarmanti" non ha infatti escluso che "la distruzione delle linee del gasdotto Nord Stream possa essere il risultato di un sabotaggio". "Ora non possiamo escludere nessuna ipotesi – ha affermato Peskov rispondendo a una domanda della Tass che chiedeva se il Cremlino ammettesse la possibilità di un sabotaggio –. Ovviamente, c'è un qualche tipo di distruzione della linea, e prima che ci siano i risultati dei controlli, non possiamo escludere in alcun modo nessuna causa".





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