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Hydrogen Forum 2023: sfide e opportunità di una risorsa chiave per il futuro

Economia, Energia
Hydrogen Forum 2023: sfide e opportunità di una risorsa chiave per il futuro
(Teleborsa) - L'evento Hydrogen Forum, giunto alla terza edizione, è un punto di riferimento per ilm sostema degli operatori e delle imprese di prodotti e servizi del settore energetico. Gli scenari e le strategie messi in campo dall’Italia con l’obiettivo di permettere lo sviluppo green e digitale – secondo il PNRR approvato nel 2021 – e l’idrogeno quale alleato chiave della transizione ecologica, sono stati gli argomenti al centro dell'evento.

Moltissime le tematiche affrontate dai numerosi relatori, a cominciare dalla produzione, che può essere sia una risorsa che una minaccia per l'ambiente.

"Di idrogeno verde ce n'è veramente pochino", ha affermato Ugo Salerno, Chairman & Ceo di RINA, spiegando "abbiamo una produzione mondiale di circa un centinaio di milioni di tonnellate, per il mondo della chimica e della raffinazione, ed il 95% è idrogeno grigio, prodotto mediante steam reforming, che vuol dire 10 tonnellate di CO2 per una tonnellata di idrogeno".

"Non possiamo pensare ad una data - ha sottolineato Salerno - in cui giriamo una chiavetta e ci dimentichiamo dei combustibili fossili per avere l'idrogeno. E' assolutamente impensabile che sia fatto tutto attraverso rinnovabili e idrogeno verde, ci saranno una serie di tecnologie che possono essere di transizione o tecnologie finali. Noi dovremo immaginare di avere una generazione di energia fatta da rinnovabili, da tecnologie legate al mondo dei rifiuti - Maire Tecnimont ci sta lavorando tantissimo - e tecnologie legate al nucleare, che sarà sicuramente uno die protagonisti della transizione energetica".


"Una cabina di regia che vada a raccogliere gli interessi, capisca quanto la produzione in loco ed accanto a consumi di piccola dimensione vinca o perda di fronte a grandi siti produttivi vicini alle rinnovabili e con un sistema di distribuzione efficiente: questi sono gli aspetti da affrontare per prepararsi al meglio per il futuro", ha commentato Giacomo Chiavari EY Europe West Strategy, Transaction Energy Leader.

"La tecnologia è la risposta giusta per far diventare sostenibile un elemento indispensabile del processo di decarbonizzazione quale l'idrogeno", ha affermato Alessandro Bernini, Amministratore delegato di Maire Tecnimont, aggiungendo "operiamo nel campo dell'idrogeno di origine fossile da cinquant'anni ed allargare il campo all'idrogeno verde o idrogeno blu è stato un passo naturale. Oggi siamo ben strutturati per dare risposte valide al mercato, tanto che stiamo già operando su diversi progetti con le attuali tecnologie, investendo nel contempo per sviluppare tecnologie di più elevata efficienza che metteremo sul mercato a breve".

Una produzione in larga scala richiede anche una rete di distribuzione efficace, e quindi delle infrastrutture realizzate ad hoc, oppure ottenute dalla conversione di strutture già esistenti

"E' chiaro che la pianificazione delle infrastrutture sarà fondamentale perché in Snam riteniamo che il modello centralizzato sarà poi quello che darà idrogeno ai vari settori che ne hanno bisogno a costo più competitivo, Quindi noi abbiamo lanciato l'anno scorso un progetto di interesse comune per la backbone, vale a dire la dorsale di sviluppo dell'infrastruttura a idrogeno, che si appoggia chiaramente sulla rete gas", ha spiegato Piero Ercoli, Svp Decarbonization Projects di Snam, chiarendo che "il 70% di questa infrastruttura sarà una riconversione delle infrastrutture esistenti e questo è molto importante perché abbatte i costi e rende il processo di transizione molto più forte".

In uno scenario così ampio e complesso è indispensabile un sistema di incentivi in grado di rendere economicamente competitiva la produzione di idrogeno, oltre ad un supporto efficace a livello europeo; una delle iniziative più dibattute riguarda la European Hydrogen Bank

"Si stanno facendo dei passi avanti per fare ordine ed il fatto che siano stati prenotati degli importanti fondi per incentivare e supportare l'idrogeno è un fattore determinante", ha sottolineato ancora Giacomo Chiavari di EY Parthenon Strategy Leader, proseguendo "un tema su cui si sta discutendo molto è come andare ad erogare questi incentivi che per il momento sono finalizzati a supportare l'istante zero della creazione degli impianti, ma se non c'è un incentivo ricorrente, lo spalmare nel tempo un aiuto per ridurre il gap fra una tecnologia verde, ma più costosa, ed una più competitiva, si sa che queste cose non prendono mai piede".

Ercoli di Snam ha definito "interessante" il progetto della banca europea per l'idrogeno, che "poggia su una realtà già esistente" in Germania, ma ha affermato che "questi strumenti andrebbero tagliati su misura delle differenti realtà geografiche" e non dovrebbero penalizzare il nostro Paese "con un approccio uguale per tutti".

Il numero uno di Maire Tecnimont, Alessandro Bernini, ha messo il punto sulla necessità di un "quadro normativo chiaro" e volto ad incentivare un largo consumo dell'idrogeno.

L'idrogeno non ha soltanto un ruolo chiave nell'evoluzione della transizione energetica, che se oggi viaggia soltanto attraverso l'elettrone in un prossimo futuro potrà essere trasportata anche sotto forma di molecola, ma può essere un game changer anche per l'industria dei trasporti, che sta già utilizzando con successo questa tecnologia

"So che andiamo controcorrente perché in tanti puntano sull'auto elettrica - ha commentato Bernini - ma noi siamo più confidenti che il motore endotermico alimentato ad idrogeno possa avere una diffusione più importante. E' chiaro che per uno sviluppo sostenibile, la rete che può servire la distribuzione dell'idrogeno deve adeguarsi nel tempo, altrimenti vi saranno ostacoli alla diffusione".

Stefano Erba, Responsabile Pianificazione strategica e sviluppo di FNM ha parlato dei treni all'idrogeno che si stanno introducendo in Valcamonica in fase sperimentale e delle stazioni di servizio "a idrogeno" che nasceranno lungo le sue tangenziali autostradali.

L'idrogeno è sicuramente un elemento chiave per il futuro energetico del pianeta, ma ha le basi saldamente piantate nel presente, per questo può rappresentare una interessante opportunità di investimento.

"Oggi siamo venuti a rappresentare il mondo degli investimenti finanziari che si stanno mettendo al fianco dell'ecosistema dell'idrogeno", ha detto Paolo Proli, Head Retail Division & Executive Board Member di Amundi Sgr, che aggiunge "l'idrogeno ci può offrire soluzioni per trasformare anche quello che è hard-to-abate e quindi i trasporti, l'industria pesante, le navi cargo" e fare un fondo di investimento come quello di Amundi, che analizza questo ecosistema, "è importante per permettere all'investitore provato di iniziare a partecipare a questo ecosistema, alla sua crescita ed ai suoi utili".
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