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Dal Cdm via libera al decreto post-calamità: 210 milioni di euro per alluvione 2023

Previsti fino a 6mila euro per ogni abitazione distrutta o gravemente danneggiata. Contributi anche per i terremoti del 2009 e del 2016.

Economia
Dal Cdm via libera al decreto post-calamità: 210 milioni di euro per alluvione 2023
(Teleborsa) - Il Consiglio dei ministri post-elettorale ha approvato il decreto legge per la ricostruzione post-calamità, per interventi di Protezione civile e lo svolgimento di grandi eventi internazionali. Tra i provvedimenti approvati anche il rafforzamento della sicurezza in vista del G7 che si terrà a Borgo Egnazia, in Puglia, dal 13 al 15 giugno. La riunione è stata presieduta dal vicepremier Antonio Tajani. Presenta anche il ministro della Protezione civile e Politiche del mar, Nello Musumeci.

Il nuovo decreto post calamità prevede che “per danni ai beni mobili, distrutti o gravemente danneggiati in conseguenza degli eventi alluvionali verificatisi nel mese di maggio 2023, presenti all'interno di immobili di proprietà di soggetti privati, con destinazione d'uso residenziale, alla data dei medesimi eventi alluvionali, il Commissario straordinario” riconosce, per un limite di spesa di 210 milioni di euro, “un contributo commisurato in maniera forfetaria e sulla base del numero e della tipologia dei vani all'interno dei quali erano ubicati i beni mobili, nel limite di 3.200 euro per il vano adibito a cucina, nonché nel limite di ulteriori 700 euro per ciascuno degli altri vani, fino ad un importo massimo complessivo di 6.000 euro per abitazione, assicurando il rispetto dei limiti di spesa.

I contributi sono riconosciuti, specifica la bozza del decreto, “al netto degli indennizzi assicurativi eventualmente ricevuti dal beneficiario in conseguenza del danneggiamento dei beni mobili di cui al precedente periodo”.

Previsti anche contributi per la delocalizzazione e l'acquisto di aree alternative. “Per assicurare la celere realizzazione, attuazione e rendicontazione degli interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali”, il commissario straordinario alla ricostruzione, con propri provvedimenti adottati, “può individuare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, quali soggetti attuatori, purché' siano già in possesso delle professionalità necessarie, per far fronte alle relative attività”, si legge nella bozza.

Nel provvedimento hanno trovato spazio anche misure per la ricostruzione del sisma del 2009 a L’Aquila e disposizioni per la gestione degli interventi post-sisma del 2016 nel Centro Italia. “A decorrere dal 1 settembre 2024 è disposta la cessazione del contributo per l'autonoma sistemazione”.

“A far data dalla cessazione del contributo”, viene precisato, “è riconosciuto un contributo denominato ‘contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione’ in favore dei nuclei familiari, già percettori del contributo per l'autonoma sistemazione, la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte o gravemente danneggiata in conseguenza degli eventi sismici che hanno interessato i territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria a partire dal 24 agosto 2016 e abbia formato oggetto di domanda di contributo per gli interventi per il ripristino con miglioramento o adeguamento sismico ovvero per la ricostruzione”.
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