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Ecofin, ok a piano di spesa e rientro deficit Italia

Soglia massima del 3% del Pil entro il 2026

Economia
Ecofin, ok a piano di spesa e rientro deficit Italia
(Teleborsa) - L'Ecofin ha adottato la raccomandazione all'Italia di ridurre il deficit per riportarlo entro la soglia massima del 3% del Pil entro il 2026 e, la raccomandazione sul piano strutturale di bilancio a medio termine dell'Italia, approvandone al contempo l'estensione a sette anni. Il nostro Paese dovrebbe garantire che il tasso di crescita nominale della spesa netta non superi l'1,3% nel 2025 e l'1,6% nel 2026. Si tratta della prima applicazione al Consiglio Ue del Patto di stabilità, l'insieme delle nuove regole europee per il controllo dei conti pubblici degli Stati europei, concordate lo scorso anno dai 27. Un passaggio che accoglie gli impegni elaborati dal Paese in base alla traiettoria di spesa data a giugno dalla Commissione. L'obiettivo è garantire il rientro dei conti (il deficit italiano scenderà rapidamente) e al contempo la 'titolarità' dei Paesi, chiamati a scegliere in autonomia su cosa dirigere la propria spesa.

Le casistiche in questi primi mesi di Patto sono le più disparate: sono 22 su 27 i piani presentati (solo 2 entro la scadenza del 21 settembre, il resto è arrivato entro metà o fine ottobre). Mancano ancora quelli di Germania, Belgio, Lettonia, Austria e Bulgaria, perché impegnati nella formazione dei governi o perché ci sono elezioni imminenti. I piani approvati sono invece 20 su 21, con quello dell'Ungheria, il 22esimo inviato, che andrà al voto Ecofin a febbraio. È stato rivisto in scia al palleggio con Bruxelles, con la Commissione in disaccordo sugli assunti economici del Psb ungherese e i relativi risultati. Budapest è in procedura per deficit eccessivo.

La Germania ha avuto una congrua proroga, a dopo le elezioni, per l'invio del Psb. La Francia è chiamata a un rientro dei conti con le traiettorie date a giugno da Bruxelles. Nel pacchetto di autunno del semestre europeo la Commissione aveva proposto al Consiglio una data "raccomandazione" alla Francia. Ma a governo caduto e rifatto a dicembre, e con politiche economiche riviste, il calo del deficit al 5% del Pil già nel 2025 sarebbe stato sfidante. Così senza ripartire dall'esame della Commissione il Consiglio (a livello del comitato degli ambasciatori, o Coreper) ha adottato una diversa raccomandazione, recepita quindi dall'Ecofin. Il tetto massimo di spesa è dello 0,6% nel 2025 invece dello 0% previsto in precedenza consentendo al Paese di guardare a un calo del deficit del 5,4% del Pil. Nulla osta dalla Commissione, considerato che comunque si resta nell'obiettivo finale di rientro del disavanzo francese entro il 3% nel 2029.

Sempre sulla scia della flessibilità, il Consiglio ha anche ritenuto che la manovra dell'Austria che proietta già quest'anno il deficit di Vienna entro il 3% consenta di evitarle la procedura. Tra i 22 piani arrivati, solo 5 chiedono l'estensione a 7 anni dell'aggiustamento: oltre all'Italia, Francia, Finlandia, Romania e Spagna, mentre non è escluso che in futuro anche la Germania si accodi (così aveva previsto l'ex ministro delle Finanze Christian Lindner). Rimandati sul Psb solo i Paesi Bassi, con il Consiglio che "raccomanda" al Paese di non superare la traiettoria tecnica di spesa calcolata dalla Commissione.



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