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Eurozona, indici PMI: a fine 2025 primo calo della produzione manifatturiera da febbraio

L'indagine S&P Global-HCOB

Economia, Macroeconomia
Eurozona, indici PMI: a fine 2025 primo calo della produzione manifatturiera da febbraio
(Teleborsa) - A fine 2025 il settore manifatturiero dell'area euro ha subito una battuta d'arresto, con i livelli di produzione in calo per la prima volta dal febbraio scorso, secondo quanto emerge dalla consueta indagine S&P Global- Hamburg Commercial Bank. Anche la domanda di beni dell'area euro ha mostrato una certa debolezza, poiché i nuovi ordini sono diminuiti al ritmo più rapido in quasi un anno. Le prestazioni delle vendite sono peggiorate nonostante i continui sconti, malgrado il tasso di inflazione dei costi degli input abbia raggiunto il massimo degli ultimi 16 mesi. Le aziende intervistate hanno tuttavia espresso le previsioni più ottimistiche riguardo al prossimo anno dal periodo precedente all'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022.

Il PMI manifatturiero è diminuito a dicembre a 48,8 punti da 49,6 punti a novembre (49,2 punti la stima preliminare), portandolo ulteriormente sotto la soglia neutra di non cambiamento di 50 punti, indicando quindi un peggioramento più marcato delle condizioni operative delle aziende manifatturiere. In aggiunta, anche se con una contrazione relativamente lieve, l'ultimo mese dell'anno ha riportato il valore più basso dell'indice principale dal marzo 2025.

La prestazione manifatturiera di dicembre è stata in calo in diverse economie chiave dell'area euro. La contrazione più rilevante è stata in Germania (a 47 punti da 48,2), con il peggioramento più marcato delle condizioni del settore dal febbraio dello scorso anno, riportando inoltre il risultato più debole tra gli otto paesi monitorati dell'area euro. I nuovi valori PMI sotto i 50 in Italia (a 47,9 punti da 50,6) e Spagna (a 49,6 punti da 51,5) hanno inoltre rappresentato un rinnovato rallentamento nella parte meridionale dell'unione monetaria unica, anche se le condizioni delle aziende manifatturiere greche sono migliorate a un ritmo leggermente più rapido rispetto a novembre. La Francia (a 50,7 punti da 47,8) ha contrastato la tendenza al ribasso delle letture nazionali del PMI manifatturiero, con il suo indice che ha raggiunto un massimo degli ultimi 42 mesi, segnalando la più forte espansione dal giugno 2022.

"La domanda di beni manifatturieri provenienti dall'eurozona sta di nuovo rallentando, e ciò è particolarmente evidente con gli ordini significativamente inferiori, il lavoro invaso in calo e una continua riduzione dei livelli di magazzino - ha commentato Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank - Non stupisce affatto quindi che in questo contesto le aziende continuino a ridurre il personale. In aggiunta, le imprese manifatturiere pare non siano in grado, e nemmeno hanno voglia, di creare slancio per migliorare ciò per il prossimo anno, e invece rimangono molto caute, fattore questo molto negativo per l’economia".

"Il settore manifatturiero è ormai risultato in recessione quasi ininterrotta dalla metà del 2022 - ha aggiunto - Il 2025 si profilava come l'anno in cui l'economia manifatturiera poteva riprendersi. In effetti, la crisi si è affievolita considerevolmente, non riuscendo però a spostarsi su una traiettoria di crescita sostenibile. Per il 2026, tuttavia, c'è speranza che il programma di stimolo economico tedesco e l'aumento della spesa per la difesa in tutta Europa diano nuova vita al settore. Molte aziende ovviamente la vedono così, poiché la fiducia che la produzione sarà più alta tra un anno rispetto a oggi è risalita da un livello già elevato".
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