(Teleborsa) - Il conflitto in
Medio Oriente entra in una fase critica. Il Presidente degli Stati Uniti,
Donald Trump, ha dichiarato che non accetterà alcun accordo con l'
Iran che non preveda la "
resa incondizionata", mentre i combattimenti tra le forze congiunte USA-Israele e Teheran raggiungono il settimo giorno. Attraverso un post sui social media, Trump ha affermato di voler sostenere la selezione di una "guida accettabile" per riportare il Paese "indietro dal baratro della distruzione", promettendo di renderlo economicamente più forte che mai.
"Stiamo trasferendo migliaia di persone da diversi Paesi in tutto il
Medio Oriente. Lo stiamo facendo in modo discreto, ma senza intoppi", ha poi aggiunto il presidente americano su Truth. "Il
Dipartimento di Stato, sotto la guida del segretario Marco Rubio, sta facendo un ottimo lavoro!", ha concluso.
L'offensiva ha subito un'accelerazione: l'
esercito israeliano ha annunciato il passaggio alla "fase successiva" della campagna, colpendo obiettivi di
Hezbollah in
Libano e infrastrutture strategiche a Teheran. La ritorsione iraniana non si è fatta attendere, con le Guardie della Rivoluzione che hanno lanciato uno sciame di droni e missili verso
Tel Aviv, colpendo anche nazioni del Golfo come Bahrein e Arabia Saudita.
Sul fronte interno,
Teheran ha rinviato la nomina del
successore dell'
Ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei raid iniziali. Sebbene il figlio Mojtaba Khamenei sia il favorito, Trump ha già definito "inaccettabile" la sua possibile nomina. Il Segretario alla Difesa USA,
Pete Hegseth, ha ribadito che gli Stati Uniti dispongono di armamenti sufficienti per proseguire i combattimenti "per tutto il tempo necessario".