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Pichetto Fratin: "Sabatini e contratti di sviluppo, leve strategiche per l’Italia"

Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica al Forum nazionale dei Commercialisti ed Esperti contabili a cui sono intervenuti Maurizio Leo, Vincenzo Carbone, Giancarlo Franzese, Giovanni Spalletta, Massimo Garavaglia, Marco Osnato, Enrico Terzani, Marcella Caradonna e Luigi Pagliuca

Economia
Pichetto Fratin: "Sabatini e contratti di sviluppo, leve strategiche per l’Italia"
(Teleborsa) - "La nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali e i contratti di sviluppo sono strumenti collaudati e pienamente funzionanti, che meritano di essere rinnovati. Si tratta di meccanismi che permettono allo Stato di stimolare l’iniziativa privata senza elargire risorse a fondo perduto: viene infatti sostenuta solo una quota dell’investimento, mentre il resto resta legato al rischio d’impresa. Con questa legge di bilancio, che ha inciso anche sulle misure di Industria 5.0, emerge un dato fondamentale: l’affidabilità che l’Italia ha saputo conquistare a livello internazionale. Uno spread intorno ai 60 punti base testimonia la fiducia dei mercati e l’interesse degli investitori esteri. In questo momento, l’Italia è considerata un Paese credibile”. Lo ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, nel corso del 9° Forum nazionale dei Commercialisti ed Esperti contabili “La riforma fiscale e la legge di bilancio 2026”, promosso da Italia Oggi e patrocinato dalla Cnpr, che ha offerto un quadro articolato delle principali direttrici di politica economica e fiscale, tra sostegno agli investimenti, semplificazione normativa, transizione energetica e rafforzamento della legalità.

Sul fronte ambientale, Pichetto Fratin ha ribadito che la decarbonizzazione non è solo una necessità climatica, ma anche un fattore di competitività. Ridurre le emissioni significa qualificare il prodotto, rafforzare la posizione delle imprese italiane sui mercati globali e consolidare il ruolo dell’Italia tra i Paesi leader. In questa prospettiva si colloca anche il rinnovo del credito d’imposta per le imprese agricole, che punta a un duplice obiettivo: contribuire alla produzione energetica, con il traguardo dei cinque miliardi di metri cubi di gas metano, e rendere le aziende più moderne, efficienti e meno inquinanti.

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha messo in evidenza il ritmo sostenuto della riforma fiscale: 18 decreti legislativi già pubblicati e sei Testi Unici varati rappresentano un passaggio storico verso un sistema più organico e coerente. L’obiettivo finale è arrivare a un vero e proprio Codice tributario, strutturato attorno allo Statuto del contribuente e ai principi generali del sistema, per dare agli operatori un quadro chiaro e unitario. Accanto a questo, Leo ha ricordato i correttivi in arrivo con il Milleproroghe, le novità sull’Iva per le operazioni permutative, il riordino della giustizia tributaria e l’innalzamento a 10.000 euro della soglia per il giudizio monocratico, misura pensata per ridurre il contenzioso.

Sul versante operativo, Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha illustrato i progressi nella semplificazione dei rapporti con i contribuenti e i professionisti: dalla delega unica per l’accesso ai servizi online al potenziamento del cassetto fiscale e di Civis, fino agli sportelli pomeridiani dedicati ai professionisti. Importante anche il tema dell’Intelligenza artificiale, considerata un alleato nella lotta all’evasione, purché governata con rigore e senza sostituire la responsabilità decisionale dei funzionari. Nel 2025, ha ricordato Carbone, l’Agenzia ha erogato oltre 26 miliardi di euro di rimborsi, un record che ha immesso liquidità nel sistema economico.

Il generale Giancarlo Franzese (capo del III reparto operazioni del comando generale della Guardia di Finanza) ha ribadito l’impegno su tre fronti: frodi fiscali, economia sommersa ed evasione internazionale. Nel solo 2025 sono state proposte la chiusura di 3.800 partite Iva “cartiere” e bloccati 2,2 miliardi di crediti fiscali falsi. Dal 2021, i sequestri complessivi sui crediti legati al Superbonus hanno raggiunto i 9,3 miliardi di euro, a testimonianza della dimensione del fenomeno e dell’efficacia dell’azione di contrasto.

Dal Mef, Giovanni Spalletta (direttore generale dipartimento delle Finanze) ha sottolineato che la riforma della fiscalità locale è ormai in fase avanzata, con il nodo politico della compartecipazione regionale ai tributi erariali ancora da sciogliere. Importante anche la scelta di sostituire Transizione 4.0 e 5.0 con l’iper-ammortamento, misura più semplice e programmabile nel tempo, con benefici estesi fino al 2028 e vincolati alla clausola “Made in Europe”.

Secondo Massimo Garavaglia (Lega) “Il Bonus 4.0 sarà rifinanziato per gli investimenti effettuati nel 2026. È una misura semplice, che funziona e che, proprio per questo, va confermata. Lo stesso vale per l’iper-ammortamento e il super-ammortamento: strumenti che hanno dimostrato la loro efficacia e che è stato giusto reinserire e rendere strutturali”.

Per Marco Osnato (FdI) le Zone Economiche Speciali vengono indicate come un esempio virtuoso di semplificazione e sburocratizzazione dei processi autorizzativi, in grado di favorire gli investimenti, attrarre capitali e portare nuova linfa al tessuto economico nazionale, sono un modello da esportare anche nel resto d’Italia.

Infine, ampio spazio è stato dedicato al ruolo dei professionisti. Enrico Terzani (Odcec di Firenze) ha chiesto una revisione delle tariffe ferme al 2012 e l’applicazione concreta dell’equo compenso, mentre Marcella Caradonna (Odcec di Milano) ha evidenziato come la riforma della crisi d’impresa impone un cambio culturale profondo alle imprese, soprattutto alle Pmi, sempre più chiamate a una gestione prospettica e responsabile. Luigi Pagliuca (Cassa ragionieri ed esperti contabili) ha concluso i lavori sottolineando l’impatto crescente dell’Intelligenza artificiale sulla professione: un cambiamento destinato a ridisegnare funzioni, competenze e responsabilità del commercialista.

Il Forum ha restituito l’immagine di una riforma fiscale ambiziosa, costruita con risorse limitate ma con una visione chiara: semplificare, rendere il sistema più moderno e competitivo, sostenere gli investimenti e rafforzare la fiducia tra Stato, imprese e cittadini.
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