(Teleborsa) - I
vantaggi di un'uscita anticipata di Christine Lagarde dalla presidenza della BCE, con lo scopo di evitare che un nuovo presidente francese di estrema destra sia coinvolto nella scelta del successore, dovrebbero essere "
attentamente valutati rispetto al rischio che una strategia di nomine progettata per anticipare la scelta del prossimo presidente francese possa alimentare sentimenti populisti e anti-establishment, non solo in Francia ma in tutta Europa". I leader dell'UE e la BCE devono gestire questo processo "con grande cautela,
per non mettere a repentaglio la percezione di indipendenza della banca centrale". Lo afferma Marco Valli, Head of Macroeconomic Analysis and Chief European Economist di
UniCredit, in una nota sul tema.
Ieri, il Financial Times
ha riportato che Lagarde starebbe valutando la possibilità di lasciare la BCE prima della scadenza del suo mandato, nell'ottobre 2027. Secondo il quotidiano, "Lagarde vuole consentire al presidente francese uscente Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz di trovare un nuovo capo per una delle istituzioni più importanti dell'UE". La
risposta della BCE non è stata una smentita esplicita: "La presidente Lagarde è totalmente concentrata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato".
Questa notizia è arrivata poco dopo l'
annuncio delle dimissioni del governatore della Banca centrale francese
Francois Villeroy de Galhau a giugno, più di un anno prima della fine del suo mandato. Sebbene lui sostenga che la decisione sia dovuta a motivi personali, le sue dimissioni anticipate conferiscono
a Macron il potere di nominare il suo successore alla Banque de France.
Gli strategist di UniCredit fanno notare che
tre posizioni chiave nel consiglio esecutivo della BCE diventeranno vacanti il prossimo anno. La prima posizione è quella di Philip Lane, capo economista della BCE, il cui mandato scade a maggio 2027. Il posto di presidente si rende vacante a fine ottobre, al termine del mandato di Lagarde. Infine, alla fine del 2027, si conclude il mandato di Isabel Schnabel. Schnabel attualmente sovrintende alle operazioni di mercato della BCE, un potente organo responsabile dell'attuazione della politica monetaria, della gestione della liquidità e del monitoraggio dei mercati finanziari.
Le
nomine nel comitato esecutivo della BCE seguono un processo strutturato. L'individuazione e la raccomandazione dei candidati spettano al Consiglio europeo. Il Parlamento europeo deve esprimere un parere non vincolante e il comitato esecutivo della BCE viene formalmente consultato. La decisione finale viene presa dal Consiglio europeo (nella composizione dell'area euro) a maggioranza qualificata. Dal punto di vista temporale, le nomine vengono in genere effettuate alcuni mesi prima che un posto diventi vacante. Ad esempio, Boris Vujcic è stato appena nominato vicepresidente della BCE, quattro mesi prima della scadenza del mandato di Luis de Guindos. Analogamente, la stessa Lagarde è stata nominata all'inizio di luglio 2019, quattro mesi prima della fine del mandato di Mario Draghi, nell'ambito di un accordo politico più ampio che ha anche proposto Ursula von der Leyen per la presidenza della Commissione europea.
"L'esito dei negoziati per la nomina del nuovo presidente della BCE rimane altamente incerto, indipendentemente dalle dimissioni anticipate di Lagarde", afferma Valli. Un sondaggio Bloomberg condotto il 19-20 gennaio
indica che gli economisti considerano
Klaas Knot (ex governatore della banca centrale olandese, generalmente considerato un falco) e
Pablo Hernández de Cos (ex governatore della banca centrale spagnola, ora a capo della BRI e considerato un centrista) i
successori più probabili di Lagarde. Valli fa tuttavia notare che la nomina di Lagarde nel 2019 ha sorpreso e quindi "la decisione sarà politica, influenzata da fattori che potrebbero non essere ancora visibili in questa fase".
Ci sono tuttavia dei punti fermi. Il primo è che la
Germania ricopre già diverse posizioni di vertice nell'UE: la presidenza della Commissione europea (Ursula von der Leyen), la presidente del Consiglio di vigilanza della BCE (Claudia Buch) e la presidente dell'ESMA (Verena Ross, sebbene il suo mandato termini questo ottobre). Pertanto, sebbene la Germania non abbia mai ricoperto la presidenza della BCE, l'attuale distribuzione delle posizioni di alto livello nell'UE rende improbabile una scelta tedesca. In secondo luogo, un
pacchetto di accordi probabilmente mirerebbe a mantenere l'attuale equilibrio interno: una colomba (attualmente Lane), un centrista (Lagarde) e un falco (Schnabel). "Mettere insieme le tre nomine semplificherebbe la ricerca di un equilibrio tra orientamenti di politica monetaria e origini nazionali", viene evidenziato. In terzo luogo, un'uscita anticipata di Lagarde contribuirebbe a evitare un processo di nomina complesso e controverso che coinvolgerebbe un potenziale presidente francese di estrema destra, il che dovrebbe essere considerato una
buona notizia per i mercati e per la reputazione internazionale dell'euro.