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Deliveroo, filiale italiana sotto controllo giudiziario. Società: collaboriamo a indagini

I rider di sono pagati al di sotto della soglia di povertà, secondo i PM

Economia
Deliveroo, filiale italiana sotto controllo giudiziario. Società: collaboriamo a indagini
(Teleborsa) - La Procura di Milano ha messo sotto controllo giudiziario il ramo italiano di Deliveroo, società britannica attiva nella consegna di cibo a domicilio, mentre il suo amministratore unico Andrea Giuseppe Zocchi è stato indagato per presunto sfruttamento dei lavoratori. Il PM Paolo Storari ritiene che i rider di Deliveroo siano stati sfruttati, con paghe sotto la soglia di povertà e approfittando del loro stato di bisogno. Secondo il provvedimento della Procura, scrive Reuters, Deliveroo Italia ha circa 20.000 cosiddetti "riders" che lavorano in tutto il Paese, di cui 3.000 nell'area di Milano.

L'azione legale arriva solo due settimane dopo che i procuratori italiani hanno avviato un procedimento simile contro la filiale locale della società spagnola Glovo.

"Stiamo esaminando la documentazione ricevuta dalle autorità", ha detto Deliveroo in una nota, precisando di "collaborare alle indagini" della Procura. Deliveroo è stata acquisita nel 2025 dalla società statunitense DoorDash per 2,9 miliardi di sterline.

Nel provvedimento in via d'urgenza (dovrà essere valutato da un GIP) di 60 pagine, il PM Storari, che da anni sta portando avanti indagini di questo genere anche nei settori della logistica, dei trasporti, della moda e della vigilanza privata, spiega che ai rider sarebbero state corrisposte retribuzioni "in alcuni casi inferiori fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva", fa notare ANSA. Somme che violano anche la Costituzione, perché non possono garantire una "esistenza libera e dignitosa". Deliveroo e il suo amministratore avrebbero adottato una "politica di impresa che rinnega esplicitamente le esigenze di rispetto della legalità". Lo sfruttamento lavorativo, scrive il PM sulla base degli accertamenti dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, viene "perpetrato da anni". Una situazione di illegalità che deve "cessare al più presto".

Da qui la nomina da parte della Procura, diretta da Marcello Viola, dell'amministratore giudiziario Massimiliano Poppi per Deliveroo Italy, affinché "proceda alla regolarizzazione dei lavoratori".

I Carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro, su disposizione di Storari, sono andati anche nelle sedi di sette società (Mc Donald's Italia, Burger King Restaurants Italia, Esselunga, Carrefour, Crai Secom, Poke House e Kfc), tutte "in rapporti contrattuali" con il colosso del delivery e che "si avvalgono dei medesimi rider per effettuare le consegne". Gli investigatori hanno chiesto e acquisito documenti sui "modelli di organizzazione" e sui "sistemi di controllo interni". Le sette società non risultano indagate. Tra i documenti richiesti, oltre all'organigramma aziendale e molti altri, anche le "attività di audit". Una mossa, da parte della Procura, che ricalca quella dello scorso dicembre, quando il PM Storari nelle indagini sul caporalato negli opifici gestiti da cinesi aveva chiesto a 13 grandi gruppi della moda di "consegnare" tutta "la documentazione", in particolare quella sui "sistemi di controllo" sulla catena di appalti e subappalti nella produzione.
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