(Teleborsa) - Un decreto d'urgenza disposto dalla
Procura di Milano ha sancito il
controllo giudiziario per
Foodinho, la società che gestisce il servizio di
Glovo in Italia, con l'accusa di
caporalato digitale ai danni di circa
40.000 rider. Secondo il procuratore Marcello Viola e il pubblico ministero Paolo Storari, i fattorini vengono costretti a lavorare in
condizioni di sfruttamento estremo, con
paghe medie di appena
2,50 euro a consegna. Tali retribuzioni sono state giudicate non solo inferiori alla soglia di povertà, ma anche in aperto contrasto con la Costituzione, poiché incapaci di garantire un'esistenza libera e dignitosa ai lavoratori.
L'indagine, che vede coinvolto il responsabile della società
Oscar Pierre Miquel, ha evidenziato come la piattaforma esercitasse un
monitoraggio asfissiante tramite GPS, obbligando i rider a turni massacranti fino a 12 ore giornaliere. Le testimonianze raccolte descrivono un sistema di "etero-organizzazione" gestito da algoritmi che imponevano parametri di puntualità e disponibilità, applicando vere e proprie punizioni o penalizzazioni in caso di ritardi.
Molti dei lavoratori coinvolti hanno riferito di essere costretti a percorrere oltre 50 chilometri al giorno per guadagnare
cifre irrisorie, spesso insufficienti a coprire le spese vive o il mantenimento delle famiglie nei paesi d'origine.
L'amministratore giudiziario Adriano Romanò è stato ora incaricato di avviare immediatamente la
regolarizzazione dei 40.000 rider impiegati a livello nazionale, adottando misure strutturali per impedire il ripetersi di questi fenomeni.