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Manifattura italiana: il 70% delle imprese è in linea, tra innovazione e sfide oltre gli incentivi

Dall’Osservatorio MECSPE emerge un settore solido ma cauto

Economia
Manifattura italiana: il 70% delle imprese è in linea, tra innovazione e sfide oltre gli incentivi
(Teleborsa) - L’industria manifatturiera, con le sue più di 486mila imprese attive a fine 2025, si conferma uno dei pilastri dell’economia nazionale e affronta il 2026 con un quadro complessivamente stabile, pur in un contesto segnato da nuove pressioni competitive. In questo scenario, il manifatturiero conferma la propria tenuta grazie a un’imprenditorialità che sa adattarsi e mantenere la rotta. Quasi sette imprese su 10, infatti, dichiarano che l’andamento della propria azienda è coerente con gli obiettivi prefissati per l’anno, mentre il livello di soddisfazione generale rimane buono, con circa il 30% che esprime una soddisfazione alta o molto alta, dimostrando la resilienza e la capacità delle imprese di mantenere nel tempo risultati in linea con le attese. Malgrado le incertezze legate all’impatto dei dazi, che preoccupa circa la metà delle imprese, e alla valutazione delle nuove misure previste dalla Legge di Bilancio 2026, ritenute insufficienti dal 55%, per le aziende resta centrale la capacità di guidare le scelte industriali in base alle priorità del mercato e tradurre competenze e innovazione tecnologica in competitività. In questo quadro, gli incentivi rappresentano un supporto possibile, ma non l’unica leva per sostenere la crescita.

È quanto emerge dall'Osservatorio MECSPE realizzato da Nomisma relativo al III quadrimestre 2025 e presentato in occasione dell’evento di apertura della 24esima edizione di MECSPE, la fiera di riferimento per il manifatturiero e le innovazioni per l’industria, organizzata da Senaf e in corso dal 4 al 6 marzo a BolognaFiere.

Guardando al biennio 2026-2027, il 56% degli imprenditori indica una fiducia moderata nell’evoluzione del mercato del proprio settore e il 26% una fiducia alta o molto alta, a conferma della solidità delle imprese e della loro capacità di continuare a costruire il proprio percorso di crescita anche in uno scenario in evoluzione. Un orientamento che si riflette anche nelle valutazioni operative: il 35% delle imprese considera il proprio portafoglio ordini adeguato o superiore rispetto alla capacità produttiva e agli obiettivi economici aziendali, mentre il 30% lo reputa stabile. Il settore continua a puntare su competitività e resilienza, investendo sulle leve di efficienza, automazione e digitalizzazione, e puntando sulla capacità imprenditoriale di tradurre queste scelte in un vantaggio concreto, e in seguito su trasformazioni strutturali come personalizzazione, transizione energetica e sostenibilità ambientale.

Accanto a questi elementi, nel III quadrimestre 2025 le imprese segnalano alcune criticità che hanno inciso maggiormente sull’attività: l’incertezza legata al contesto internazionale, l’andamento dei prezzi delle materie prime e la difficoltà nel reperire risorse umane, un tema che richiama l’attenzione sulle competenze necessarie per sostenere i percorsi di crescita.

A questo scenario si aggiunge il tema delle misure a sostegno degli investimenti introdotte con la Legge di Bilancio 2026, che si inseriscono dopo la conclusione del Piano Transizione 5.0, già oggetto di valutazioni non pienamente positive da parte degli imprenditori. Secondo la precedente rilevazione dell’Osservatorio, quasi la metà riteneva che gli incentivi non fossero sufficienti, pur riconoscendone l’importanza per l’innovazione, o li giudicava del tutto inadeguati a supportare il settore.

Anche le nuove misure per il 2026, come l’iperammortamento e il rifinanziamento degli incentivi per Industria 4.0, ricevono una valutazione prudente: più della metà delle imprese le considera poco o per nulla sufficienti a sostenere la propria strategia di crescita. Coerentemente con questo quadro, oltre la metà degli imprenditori non ha ancora deciso se avvalersi degli strumenti previsti e solo 1 su 5 prevede di presentarne richiesta. Tra i principali ostacoli emergono il mancato rispetto dei requisiti richiesti e la complessità delle procedure, seguiti dalla percezione di una limitata adeguatezza rispetto alle esigenze aziendali. In alcuni casi emerge anche la scelta di investire senza ricorrere a strumenti pubblici, a conferma di un approccio imprenditoriale che mette al centro l’investimento quando necessario, anche in assenza di misure straordinarie.

Sul fronte internazionale, il tema dei dazi continua a incidere concretamente sull’attività delle imprese: oltre la metà dichiara di aver già registrato o di stare registrando impatti, con 2 imprenditori su 10 che segnalano effetti negativi significativi e 3 su 10 impatti più contenuti. Non a caso, circa la metà del campione si dichiara molto o abbastanza preoccupata rispetto all’evoluzione del quadro commerciale. In linea con la recente analisi del Centro Studi Confindustria, che rileva un calo dell'export italiano nel IV trimestre 2025 (-1,9%). Tuttavia, l’Osservatorio MECSPE evidenzia prospettive di stabilità sull'export per il biennio 2026-2027: oltre la metà delle imprese prevede un andamento stabile, mentre circa il 28% si attende una crescita.

In questo contesto, l’apertura della 24esima edizione di MECSPE è stata affidata al convegno inaugurale dedicato alla competitività manifatturiera, che ha messo a confronto istituzioni e imprese su tecnologie, competenze e imprenditorialità come leve per creare valore nei nuovi scenari globali, oltre la sola misura dell’incentivo, valorizzando la capacità delle imprese di trasformare l’innovazione in risultati concreti.

Dopo l’introduzione e i saluti istituzionali di Rosa Grimaldi, Delegata alla promozione economica e attrattività, innovazione, imprese e start up, industrie culturali e creative, impatto del tecnopolo del Comune di Bologna, sono intervenuti Vincenzo Colla, Vicepresidente e Assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione della Regione Emilia-Romagna; Raffaele Spallone, Dirigente Divisione II – Politiche per la digitalizzazione delle imprese, l’innovazione e analisi dei settori produttivi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT); Stefano Cattorini, CEO del BI-REX Competence Center; Gianpiero Calzolari, Presidente BolognaFiere; Ivo Nardella, Presidente Senaf / Gruppo Tecniche Nuove.

"In un contesto caratterizzato da grandi fragilità degli equilibri internazionali, dove la spinta al rialzo sulla competitività può mettere in grande difficoltà il nostro comparto produttivo, nel momento in cui la doppia transizione impone un cambiamento radicale nelle nostre fabbriche, la politica industriale si trova ad affrontare una sfida complessa – ha affermato Raffaele Spallone, Dirigente Divisione II – Politiche per la digitalizzazione delle imprese, l’innovazione e analisi dei settori produttivi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). E proprio per rispondere a questa sfida Il MIMIT sta operando una profonda trasformazione della sua politica. Il libro Bianco "Made in Italy 2030 - Per una nuova strategia industriale", presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) a inizio 2026, rappresenta la roadmap strategica per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano entro la fine del decennio. Il documento è un piano d'azione concreto, basato sulla riscoperta del manifatturiero come pilastro centrale dell'economia italiana. Il Piano si fonda su tre grandi trasformazioni ("triplice sfida") e sul ritorno di un ruolo attivo dello Stato per garantire autonomia energetica, sovranità tecnologica e sicurezza economica".

"Quello che sta succedendo nel mondo alimenta la paura e l’incertezza e al tempo stesso terremota un sistema di relazioni internazionali, economiche, politiche, valoriali. In questo scenario, dove gli investimenti rischiano di andare in sofferenza, dobbiamo attrezzarci da subito per rendere sempre più resiliente il nostro ecosistema economico e sociale. Poiché il PNRR sta terminando, è fondamentale guardare all’Europa e stringere alleanze per accedere ai prossimi finanziamenti. Come Regione continueremo dunque a sostenere gli investimenti delle imprese e delle nostre filiere in innovazione tecnologica e sostenibilità come leve competitive per una manifattura di qualità – ha detto Vincenzo Colla, Vicepresidente e Assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione della Regione Emilia-Romagna. Non a caso faremo presto anche un bando per le certificazioni, così come continueremo a investire sulla formazione e sulle competenze. Ma prima di tutto, dobbiamo puntare sulle relazioni: quelle internazionali, favorendo l’accesso a nuovi mercati, e quelle domestiche, che consentano la nascita di piattaforme innovative di filiera. Da questo punto di vista MECSPE, evento di riferimento per le filiere manifatturiere e con un numero di espositori in continua crescita, rappresenta un momento di networking internazionale di grande rilevanza per il futuro del nostro sistema industriale".

"I dati dell’Osservatorio confermano che la manifattura italiana sta attraversando una fase di maturità: le imprese investono quando il mercato lo richiede, selezionano con attenzione le priorità e puntano su tecnologia e competenze per creare valore. In questo scenario Bologna non è soltanto sede di MECSPE, ma un ecosistema integrato in cui manifattura avanzata, Tecnopolo, supercalcolo, università e ITS lavorano insieme – ha dichiarato Rosa Grimaldi, Delegata alla promozione economica e attrattività, innovazione, imprese e start up, industrie culturali e creative, impatto del tecnopolo del Comune di Bologna. - Il nostro impegno come Comune è rafforzare questa connessione tra ricerca, imprese e talenti, perché la competitività oggi nasce dalla capacità di fare sistema. MECSPE rappresenta un acceleratore strategico: concentra relazioni, visione e opportunità e rafforza il posizionamento internazionale del territorio come hub europeo dell’innovazione applicata all’industria".

"La fotografia che emerge dall’Osservatorio Nazionale MECSPE conferma la resilienza e la capacità di tenuta del sistema produttivo italiano, anche in uno scenario internazionale sempre più instabile ed imprevedibile da un punto di vista geopolitico e commerciale – ha dichiarato Stefano Cattorini, CEO del Competence Center BI-REX – La stabilità del fatturato, il portafoglio ordini e livelli di soddisfazione sostanzialmente in linea con il 2024 ne rappresentano una dimostrazione. Nonostante le legittime preoccupazioni legate ai dazi, l’export continua a rappresentare un pilastro della competitività nazionale, confermando la forza delle filiere italiane sui mercati esteri. In una fase in cui il tessuto industriale chiede stabilità è essenziale rafforzare la competitività, sostenendo innovazione, investimenti tecnologici e competenze: il nostro Competence Center, che ha avuto un ruolo cruciale nell’attuazione delle politiche legate al PNRR, continuerà a configurarsi come punto di riferimento per le imprese che guardano a digitalizzazione, automazione, formazione continua e trasferimento tecnologico come leve di efficienza e driver di crescita e sviluppo".

"MECSPE conferma BolognaFiere come piattaforma strategica al servizio dell’industria manifatturiera italiana. In un contesto internazionale segnato da nuove pressioni competitive e da un quadro geopolitico complesso, le imprese dimostrano che la leva decisiva resta la capacità imprenditoriale: investire in tecnologia, competenze e filiere, oltre alla sola dimensione dell’incentivo – ha dichiarato Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere. MECSPE è il luogo in cui l’innovazione incontra il mercato e in cui il sistema industriale può fare sintesi tra visione, territorio e competitività. BolognaFiere lavora perché questa "casa della manifattura" sia ogni anno più internazionale, più connessa e più orientata alla crescita concreta delle imprese".

"La manifattura italiana sta attraversando una fase di trasformazione profonda, in cui innovazione tecnologica e scenari internazionali ridisegnano le regole della competitività" – ha commentato Ivo Nardella, Presidente Senaf e del Gruppo Tecniche Nuove – In questo quadro, gli strumenti di sostegno agli investimenti restano importanti, ma non possono essere l’unica leva: serve un’industria capace di camminare ‘senza stampelle’, investendo perché la tecnologia crea valore reale e migliora i processi. È proprio questo l’obiettivo che MECSPE mette al centro, offrendo alle imprese un luogo dove vedere soluzioni concrete, confrontarsi con la filiera e trasformare l’innovazione in scelte industriali guidate dal business. MECSPE si conferma così una piattaforma strategica per rafforzare produttività, qualità e competenze del manifatturiero".

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