(Teleborsa) -
"Per
l’Europa non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe
valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina". Lo ha affermato ieri sera il Ministro dell'Economia e delle Finanze,
Giancarlo Giorgetti, in occasione della
riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, in cui si è discusso della crisi in Medioriente e dell'impatto sui prezzi dell'energia.
Il titolare del MEF ha quindi
sollecitato la UE ad "agire subito stoppando i prezzi dell’energia
prima che si diffondano su tutti i beni di consumo come nel 22”.
Nel corso della riunione, Giorgetti aveva ricordato che
l'aumento dei prezzi dell'energia "distrugge potere acquisto delle famiglie e
altera la competitività delle nostre imprese". "L’Italia è leader in Europa per produzione manifatturiera - ha sottolineato - ma non ha indipendenza energetica: un mix che in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo diventa pericoloso.
Instabilità energetica mette a rischio non solo la competitività delle nostre aziende ma anche la nostra
sicurezza economica".
Frattanto, le
quotazioni petrolifere si sono parzialmente e temporaneamente raffreddate dopo l'intervento di
Trump ieri sera e dopo che il
G7 ha ventilato la possibilità di rilascio delle riserve strategiche, scendendo da picchi di 120 dollari, raggiunti nella notte fra domenica e lunedì durante gli scambi in Asia, agli attuali
86,63 dollari al barile (-8,5%). A gettare acqua sul fuoco sono state soprattutto le parole di Trump, secondo cui la guerra in Iran finirà "molto presto", ma la volatilità resta elevatissima (dai 120 dollari di massimo a 86 dollari emerge un gap di circa 34 dollari in appena 24 ore).
Si attende oggi anche una riunione d'emergenza dei Paesi del G7, per valutare la situazione ed il da farsi. Alla riunione del
G7 Energia parteciperà anche il Ministro dell'Energia italiano
Gilberto Pichetto Fratin, già a Bruxelles per il Vertice sull'Energia Nucleare.
Sul fronte interno, il
governo ha dichiarato guerra alla speculazione sui prezzi dell'energia, dopo le impennate registrate dai carburanti negli ultimi giorni, non motivate dall'impennata del greggio. Ieri, la
cabina di regia guidata dal ministro Urso ha sollecitato gli organi di controllo ad
attivare immediati interventi sui possibili fenomeni speculativi. Nel corso della riunione, cui hanno partecipato anche rappresentanti della Guardia di Finanza, Dis, Antitrust, Dogane e Arera è emerso che negli ultimi giorni, i
prezzi medi applicati alla pompa sono aumentati più dei prezzi consigliati dalle due principali compagnie prese come riferimento. Una dinamica che sarà ora oggetto di
controlli mirati nell’ambito del piano operativo attivato nei giorni scorsi, d’intesa tra Mimit e Mef, dalla Guardia di Finanza. In questa direzione,
Mr. Prezzi ha preannunciato che domani
trasmetterà alle Fiamme Gialle, per gli opportuni accertamenti, un nuovo
elenco di casi anomali di prezzi alla pompa.