(Teleborsa) -
BMW ha chiuso l'
esercizio 2025 con un
utile netto di
7,45 miliardi di euro, registrando una flessione del 3% rispetto all'anno precedente. Nonostante i
ricavi siano scesi del 6,3% a
133,45 miliardi di euro, il colosso automobilistico tedesco è riuscito a mantenere stabile il margine dell'utile ante imposte (EBT) al 7,7%, grazie a una rigorosa disciplina dei costi che ha permesso risparmi per 2,5 miliardi di euro.
Il
segmento automobilistico ha subito la pressione maggiore: l'EBIT è crollato del 20,7%, portando il margine al 5,3% (rispetto al 6,3% del 2024). BMW ha precisato che l'impatto dei
dazi doganali da solo ha ridotto il margine di circa 1,5 punti percentuali. Le consegne
globali sono leggermente aumentate (+0,5%), con la forte crescita in Europa (+7,3%) e nelle Americhe (+5,6%) che ha
compensato il pesante calo del 12,5% registrato in Cina. Positivi i dati sull'elettrico: le vendite di veicoli a batteria (BEV) sono cresciute del 3,6%, rappresentando quasi il 18% delle vendite totali.
Il consiglio ha proposto un
dividendo di
4,40 euro per azione ordinaria, mantenendo un payout ratio del 36,6%. È stata inoltre proposta la conversione delle azioni privilegiate in azioni ordinarie con un rapporto 1:1.
Le prospettive per il
2026 indicano un
ulteriore peggioramento delle condizioni. La società prevede che i dazi peseranno sul margine EBIT auto per un altro 1,25%, stimando un intervallo per l'anno in corso tra il 4% e il 6%.
Nonostante il contesto difficile e le pressioni sui prezzi in Cina, il CEO
Oliver Zipse ha confermato la validità della strategia attuale, puntando a un free cash flow automobilistico superiore ai 4,5 miliardi di euro per il 2026.